

Economia & Lavoro
Francesco Buzzella, presidente di Federchimica, al Parlamento europeo
«Chiudiamo impianti efficienti in Europa, per importare prodotti finiti da chi, per produrre, usa ancora il carbone»
Hand showing a beaker of beer in the factory
«Fondamentale agire adesso per salvaguardare un settore «strategico e trasversale»
Tutelare e rafforzare la competitività dell’industria chimica in Italia e in Europa non è più una scelta, ma una necessità.
È questo il messaggio emerso dall’evento “Industria chimica e competitività: il momento di agire”, organizzato il 23 giugno da Federchimica presso il Parlamento europeo.

Un appuntamento che ha visto intervenire il numero uno di Federchimica, il cremonese Francesco Buzzella, insieme agli esponenti delle istituzioni europee e i rappresentanti dell’industria chimica in Italia in un momento di confronto aperto e concreto sulle sfide che il settore sta affrontando. In un contesto caratterizzato da crescenti pressioni normative, costi energetici elevati, nuovi assetti della geopolitica internazionale e una competizione globale sempre più marcata, l’incontro ha rappresentato un’importante occasione di dialogo tra il mondo produttivo e i decisori europei.

Il 23 giugno a Bruxelles, si è svolto l’evento dal titolo “Industria chimica e competitività: il momento di agire”. Presidente Buzzella qual è stata la proposta che Federchimica ha presentato? Quale il messaggio politico che avete portato al Parlamento Europeo?
«A Bruxelles abbiamo espresso profonda preoccupazione per il calo di competitività che sta colpendo l’industria chimica europea e, in particolare, quella italiana.
I dati parlano chiaro: tra il 2022 e il 2025 l’Italia ha registrato una contrazione della produzione di circa il 13 per cento, con una previsione per l’anno in corso che attesta un ulteriore calo del 5 per cento rispetto al precedente.
Il messaggio politico che abbiamo consegnato al Parlamento Europeo è netto: la chimica è un settore strategico e trasversale; la sua attuale sofferenza mette a rischio la resilienza dell’intera filiera industriale continentale».
Il calo produttivo del 5 per cento di quest’anno, unito al meno 13 per cento dei 5 anni precedenti, fotografa un momento di crisi: il focus è sull’energia. Quale riforma del mercato elettrico europeo è ora indispensabile? Senza compromettere gli obiettivi fissati dal Green Deal?
«L’industria chimica è un settore prevalentemente ‘gasivoro’ e per molte delle nostre produzioni il gas non è solo una fonte energetica, ma una materia prima insostituibile...
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Beatrice Silenzi
