

Economia & Lavoro
Transizione e sviluppo
«Rischiamo di mancare gli obiettivi ambientali, avendo nel frattempo impoverito il nostro sistema industriale e perso posti di lavoro»
A laboratory with a large glass flask on a metal stand
Il segretario generale della Filctem Cgil di Cremona Mario Giuseppe Santini analizza il comparto della chimica industriale
La transizione ecologica, il futuro della chimica industriale, il rinnovo dei contratti nazionali, il polo della cosmesi e le due proposte di legge di iniziativa popolare promosse dalla CGIL su sanità e appalti. Mario Giuseppe Santini, segretario generale della FILCTEM CGIL Cremona, fa il punto della situazione.
Viviamo una fase segnata da guerre, crisi energetica e grande incertezza economica. Qual è il quadro che vede oggi dal vostro osservatorio?

«Viviamo uno scenario complessivo molto complicato. Le guerre si sono aggiunte a una situazione già di per sé difficile: il conflitto russo-ucraino e quello in Medio Oriente, oltre al tragico spargimento di sangue che stanno producendo, hanno aggravato una condizione che il mondo stava già vivendo, in particolare sul terreno dell’energia. Le ripercussioni colpiscono ovviamente i consumatori, ma ancora di più i lavoratori, che stanno su entrambi i fronti: come persone e come forza produttiva».
In questo contesto, come si tiene insieme la transizione ecologica con la difesa del lavoro e dell’industria?
«Nessuno mette in discussione la necessità di andare verso un mondo più verde, più sostenibile, migliore. Ma il punto su cui insistiamo è un altro: bisogna guardare molto bene a come si percorre questa strada. Noi rischiamo non solo di mancare gli obiettivi prefissati al 2030 e al 2050, ma addirittura di arrivarci avendo nel frattempo impoverito il nostro sistema industriale e perso posti di lavoro. Per questo serve un piano industriale capace di guardare al futuro e di accompagnare davvero questi obiettivi»...
Mauro Taino