Una raccolta di 800 volumi. Il 5 giugno, appuntamento al PAF
Marina Grazioli, maestra e poetessa di profonda umanità scomparsa nel 2022, aveva chiesto che la sua biblioteca, formata da oltre 800 volumi, trovasse casa in una sala concessa dal comune di Acquanegra, paese nel quale aveva vissuto. Oggi, venerdì 5 giugno, alle 10 nel cortile di Palazzo Affaitati si terrà, nell’ambito del PAF, l’evento “La biblioteca di Marina Grazioli. Un dono” con la partecipazione di Stefano Ghidetti, Quintilla Somenzi e Rosa Carotti. Marina Grazioli - ricorda chi l’ha conosciuta - è stata un dono per i suoi alunni, per il suo paese, nel ruolo di fondatrice e anima del “Centro di Scrittura Cremonese”, per il “Comitato Mara Soldi Maretti”, per il “Centro di Poesia Cremonese” di Grumello e per Confine, l’associazione che dal 2014 fino alla sua scomparsa si è occupata di offrire accoglienza alle persone che stavano vivendo una perdita, un dolore. Così si legge nella sua poesia “Testamento”: “ Accendete un falò/delle mie ossa/affinché sia legna/da ardere ”.
Rosa Carotti, sua amica da molti anni e cofondatrice di Confine, ci introduce all’evento. Un dono: perché?
«Mentre pensavo a cosa dire venerdì, la prima cosa che mi è venuta sotto gli occhi è stato un verso di Hilde Domin, poetessa che ha parlato molto dello strappo e della perdita, temi cari a Marina: “E alla fine, la parola”. Intitolo così il mio intervento perché in un mondo che usa le parole in una maniera vuota di senso e superficiale, Marina credeva tantissimo nel potere della parola, scritta, pronunciata e a volte anche in quella che si poteva solo indovinare. Il suo amore per la parola l’ha portata a creare una biblioteca ricchissima di volumi che ha voluto donare..
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Paolo Fornasari



