In San Lorenzo, la collezione di Marco Cortellazzi
Marco Cortellazzi prosegue il suo ambizioso progetto - divenire, cioè, uno dei maggiori collezionisti italiani di materiale fumettistico originale - regalando alla sua città natale un’esposizione di illustrazioni di cui è protagonista il suo eroe prediletto: Dylan Dog . A completamento della lunga serie di eventi pensati per l’edizione 2026 del “Porte Aperte Festival”, nella meravigliosa cornice del Museo Archeologico San Lorenzo (fino a domenica 7 giugno, in collaborazione con il Centro Fumetto “Andrea Pazienza”), l’Indagatore dell’Incubo scaturito dalla fantasia di Tiziano Sclavi è al centro di una mostra a tutti gli effetti inusuale, nonché dal valore assoluto.
“50 volte Dylan Dog” focalizza l’attenzione su una magnifica galleria di ritratti che appartengono alla sua collezione privata: un percorso cominciato oltre trent’anni fa che, oggi, trova compimento. Quale emozione le dà pensare a tutto ciò?
«È un sentimento indescrivibile, che mi porta indietro nel tempo. Ho iniziato a leggere gli albi di Dylan Dog poco più che adolescente, innamorandomi della sua personalità di eroe “inedito”: una sorta di “perdente” che accetta la sua condizione, trovando persino nella sconfitta il significato della vita. Non certo un fallito né tanto meno un sottomesso, dunque, bensì un uomo tanto sensibile da comprendere il senso pieno dell’esistenza».
Fabrizio De Tommaso, Claudio Villa, Angelo Stano, Sergio Gerasi e Giovanni Freghieri non sono che alcuni fra i Maestri che valorizzano, grazie alle loro opere (firmate a biro, a china, a pennarello…), la sua selezione personale di volti “dylaniati”. Ci sono ricordi oppure aneddoti legati a qualcuno di questi cinquanta capolavori grafici?
«Ne esistono molti: non posso dimenticare, per esempio, il compianto Carlo Ambrosini raccontare...
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Fabio Canesi


