

Cultura & Spettacoli
Finzi, Coen, Foà... vite intrecciate tra le lapidi
Il cimitero ebraico di Ostiano
La visita: il cimitero ebraico di Ostiano con il custode Minera
In mezzo alla campagna di Ostiano, nel silenzio che la avvolge, lungo una strada che porta a qualche cascina, in località Montagnetta al numero 22 c’è il piccolo portone d’ingresso di un antico cimitero ebraico, l’unico della nostra provincia. In prossimità della Giornata della Memoria siamo andati a visitarlo facendoci guidare dal suo “angelo custode”, Giuseppe Minera. Ex falegname di 65 anni di Pralboino, da sempre appassionato di cultura ebraica, Minera se ne occupa con grande dedizione da quasi quarant’anni. Quando, in accordo con la comunità ebraica di Mantova legittima intestataria, iniziò la sua opera di recupero, il luogo era infestato da rovi, molte tombe erano state profanate, alcune rotte e molte, un centinaio, portate via. “Il buon samaritano”, come lo definì in un articolo il Times of Israel, non si perse però d’animo: si rimboccò le maniche, lo ripulì dalle erbe infestanti, piantò alberi, cespugli e fiori, ma soprattutto diede il via all’opera di recupero delle lapidi annerite, le pulì, le ricostruì, quando necessario, e da allora tiene curato questo angolo di storia durante tutto l’anno.

E’ difficile sintetizzare in un articolo il racconto di Minera del suo lavoro di recupero attento e rispettoso del luogo, insieme a quello di ricerca portato avanti con forte determinazione per ricostruire storie famigliari, legami, meriti di alcuni esponenti delle famiglie ebraiche di Ostiano, ma siamo convinti che potrebbe invogliare a una visita in loco per sentire dalla sua voce appassionata curiosità storiche inedite.
Quando fu costruito questo cimitero? Quali i defunti che meritano una parola in più?
«Nel 1788, per ottemperare alla richiesta dell’imperatore Giuseppe II che aveva imposto lo spostamento dei cimiteri degli ebrei fuori dai centri abitati per questione igienico sanitarie, fu costruito il nuovo cimitero ebraico nella proprietà di Israele Finzi, esponente di una famiglia locale: la sua tomba, che risale al 1812, è la più antica. Nel secondo dopoguerra il cimitero fu abbandonato, subì incursioni alla ricerca di chissà quali tesori, atti di vandalismo e vennero rubate parecchie lapidi...
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Paolo Fornasari


