

Cultura & Spettacoli
Ermete che si offrì “volontario” per salvare il padre Ottorino
"I deportati di Rethmar", opera di Roberto Fiorentini
Fiorentini e la storia dei 601 cremonesi “deportati di Rethmar”
Una volta ancora, Roberto Fiorentini è abile a infilarsi tra le pieghe della Seconda Guerra Mondiale per raccontare, dentro la cornice della Storia, una vicenda - drammatica e, nel contempo, pregna di speranza e di significato - che riguarda la comunità locale. Ne è protagonista Ermete Masseroni, uno dei 601 cremonesi “emigrati” (deportati, a onor del vero…) durante il conflitto bellico per essere sfruttati come braccianti agricoli nelle campagne del Terzo Reich. Nel 1944, Masseroni - all’epoca dei fatti, diciannovenne residente in provincia di Cremona di professione mungitore - compì un atto di generosità nei confronti del padre e partì alla volta della Germania: tornò in Italia circa un anno dopo, al termine di un’esperienza che Roberto, con passione e con impegno, ha ben riassunto nella sua opera più recente (proposta nel catalogo di “Ronca Editore”): “I deportati di Rethmar”.

Con questo volume, lei prosegue il progetto cominciato con la sua pubblicazione precedente (“I Dimenticati”), focalizzando l’attenzione su quanto sperimentato da Masseroni. Perché questa scelta?
«Una volta terminata la lettura de “Arte e Fascismo”, un interessante volume firmato da Vittorio Sgarbi, mi sono accorto di quanto il critico d’arte avesse dato spazio alla competizione artistica “Premio Cremona”, narrando di come ciò avesse dato origine a una sorta di “gemellaggio” tra la città del Torrazzo e Hannover...
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Fabio Canesi


