

Attualità
Maurizio Ori - Le priorità indicate dall’architetto e paesaggista per rispondere alla crisi
Un Piano di adattamento climatico diventa urgente
Parco al Po
«Attuare Masterplan a cominciare dall’area ex Magazzini generali»
Dimentichiamoci il semplice ‘caldo stagionale’ e parliamo piuttosto di un profondo e accelerato stravolgimento del sistema climatico, con annessi e conseguenti sconvolgimenti economico e sociali. E’ necessario se non fondamentale partire da qui. I due o tre temporali che presumibilmente arriveranno non risolveranno certo il problema, ormai evidente ai più.

Ecco perché Maurizio Mario Ori, architetto e paesaggista dell’Associazione Italiana Architettura del Paesaggio (AIAPP), parla senza giri di parole di «un mezzo disastro che cambia le nostre vite: una devastazione economico sociale», e della necessità (o urgenza?) di predisporre alle varie scale (comunale, provinciale e regionale) un Piano di adattamento climatico. Materia complessa, che coinvolge più settori «che non dovrebbero essere tra loro divisi come avviene oggi». «Occorre - aggiunge il paesaggista - una pianificazione per l’attenuazione della crisi climatica in corso che coinvolga urbanistica e pianificazione, opere pubbliche specifiche e coerenti, depavimentazione ove possibile, sistemi di drenaggio (SuDS – Sustainable Urban Drainage Systems) che favoriscono la percolazione dell’acqua per l’arricchimento diretto della falda, evitando l’utilizzo del sistema fognario esistente, concepito per sistemi idraulici ormai superati dagli eventi di piovosità estrema e concentrati nell’unità di tempo. Inoltre, architetture chiare e non nere o almeno non scure per il loro fortissimo assorbimento del calore, uso del verde a basso consumo d’acqua e altre azioni»...
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