

Dalle mie parti
Le cose che succedono dove si resta o si ritorna
•
•
•
Uno scooter sulle strade di provincia, con i campi sullo sfondo [foto Umberto Ferrero]


Dalle mie parti
Le cose che succedono dove si resta o si ritorna
•
•
•
Un trattore all'opera in una stalla della campagna cremonese [foto Umberto Ferrero]


Dalle mie parti
Le cose che succedono dove si resta o si ritorna
•
•
•
Un cagnolino che riposa in una casa di campagna [foto Umberto Ferrero]
Ultima puntata di “recap”, prima del rientro dopo l’estate
Questa rubrica nasce da una scelta, che è stata quella di tornare. Da bambino volevo raccontare storie e per anni ho creduto che per farlo bisognasse andare via: a diciott’anni sono andato a Milano, poi a Torino, poi più lontano, ho lavorato in editoria e come ghostwriter, ho prestato la mia voce alle storie degli altri. Siamo cresciuti con l’idea che noi di provincia, per farcela, dovessimo andarcene. Che poi tornare sarebbe stato più difficile che partire, invece, non me l’aveva detto nessuno.
In questi sei mesi abbiamo raccontato l’atelier Slaviero, dove Luca porta avanti il mestiere del padre e gira il mondo dietro ai suoi archetti per poi tornare ogni volta qui. Poi la Menga Ocera e il tennis, il bar Sport alla Costa di Jacopo, la riserva naturale della Ca’ Rossa, Maissae con il suo negozio di cover, la Cascina Nuova di Beatrice. Sono storie diverse, ma messe in fila dicono più o meno la stessa cosa: sono persone che sono rimaste, o che sono tornate, e che hanno deciso di costruire qui la vita che volevano, senza rimandarla a un altro momento o a un altro posto.
Questa volta non c’è una storia sola, e mi interessava fermarmi a dire perché le sto raccontando. Lo scrivo da una stanza d’albergo a Tokyo, dopo qualche giorno a Fukui: è la seconda volta che vengo in Giappone quest’anno, dopo gennaio, cioè da quando la rubrica è cominciata. Mi rendo conto che è una posizione strana da cui parlare di Cremona, e allo stesso tempo credo che sia la ragione per cui riesco a vederla.
Per spiegarmi devo tornare indietro di qualche anno, a una macchina piena di valigie e libri che da Torino punta verso Cremona. Guidavo ed ero abbastanza convinto di stare sbagliando, di essermi chiamato fuori dal posto in cui le cose capitano. Un amico, in quel periodo, mi disse una frase che mi è rimasta addosso per mesi...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO A FINE AGOSTO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Umberto Ferrero