La ex borsista del Toniolo racconta la sua esperienza formativa e professionale
«All’Università Cattolica di Milano ho frequentato prima Relazioni Internazionali, poi Scienze Politiche alla specialistica»: la dottoressa Annalisa Pellegrino, 36 anni, originaria di Pavia, sintetizza così il proprio percorso accademico, che definisce «molto stimolante, ho imparato a pensare ed a capire il mondo». Sui banchi universitari si è impegnata a fondo, cogliendo diverse opportunità man mano che le si presentavano, come uno scambio della sessione estiva alla Stanford University in California ed uno stage all’Unesco di Parigi.
Poi ha presentato domanda per una delle borse di studio messe a disposizione dall’Istituto Toniolo: «Speravo che fosse un primo passo per farmi un’esperienza, senza attendermi chissà che cosa – ricorda oggi – Ero ancora molto giovane e molto confusa rispetto a quel che volessi fare. Avevo un’idea di massima di ciò che mi interessava, ma non avevo mai lavorato in questo settore a certi livelli. E invece, poi, guardando indietro, si è rivelata una decisione davvero fondamentale».
Qualche mese dopo aver terminato gli studi, nel 2015, Annalisa è stata tra i primissimi a ricevere la borsa di studio del Toniolo.
Quale incarico ha ricevuto?
«Sono rimasta quasi per un anno presso la delegazione della Santa Sede a Ginevra, dove ho potuto vedere come funzionassero tutti gli organismi internazionali che lì avevano sede – dall’IOM-Organizzazione Internazionale per le Migrazioni all’UNHCR-Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, dal Consiglio per i (...)».

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Mauro Faverzani



