

Focus
«Per ridare dignità alle persone»
Da sinistra, Alessandro Rossi, Don Davide Ferretti, Umberto Zanaboni e Cristiano Guarneri Foto Betty Poli
Cremonesi dell'anno 2025, Solidarietà: il premio alla Diocesi e a don Davide Ferretti
Per la categoria solidarietà, il riconoscimento Cremonesi dell'anno 2025 è stato assegnato alla Diocesi di Cremona - e nello specifico all'ufficio di Pastorale missionaria e primo annuncio - e a Don Davide Ferretti, per l'impegno missionario che quest’ultimo ha profuso all’interno delle comunità con cui ha convissuto in Brasile, conducendo la parrocchia di Gesù Cristo Resuscitato a Salvador de Bahia. Don Ferretti, sacerdote fideidonum originario di Pizzighettone, ha trascorso quasi vent'anni in Brasile tra Salvador de Bahia e l’Amazonia, occupandosi di educazione e sostegno sociale, recupero dei ragazzi di strada e attività pastorale attraverso cui ha comunicato la propria fede con i gesti della liturgia o semplicemente vivendo.
Durante la puntata de “La piazza”, in studio erano presenti don Umberto Zanaboni, direttore dell'ufficio missionario del primo annuncio della Diocesi di Cremona, e naturalmente don Davide Ferretti, rientrato all'inizio di quest'anno da Salvador de Bahia per stabilirsi definitivamente a Cremona (è in attesa dell’assegnazione di una parrocchia).

I

l dialogo è cominciato da don Umberto Zanaboni, il cui compito è di seguire sacerdoti missionari all'estero e di preparare esperienze per i nostri giovani dall'altra parte del mondo, ad esempio Brasile, Congo, Mozambico. A don Umberto è stata rivolta una prima domanda un po' provocatoria: visto che la Chiesa trova sempre meno spazio nell'Occidente secolarizzato, va a pescare nuovi adepti, nuovi fedeli in altri continenti, dove ancora ha un certo credito, una certa autorità. È così? E, seguendo questa provocazione, gli è stato anche chiesto: non è diventata forse “casa nostra” la vera terra di missione?
«Io correggerei quella parola “andare a cercare nuovi adepti” - ha risposto Zanaboni -. La parola grande che dobbiamo portare avanti, che poi è un concetto profondo, è quella di “mondialità”. I nostri giovani vivono nel mondo! Allora, il tentativo è proprio (...)».
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Redazione Cremona



