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«La meta è il mondo. Europa, Nord America e Africa le più gettonate»
New York City Manhattan street aerial view with skyscrapers, pedestrian and busy traffic.
Mainardi Viaggi. Dove vanno i cremaschi? Ce lo dice Federico Mainardi, titolare dell’omonima agenzia
Il dato da cui partire è che i cremaschi vanno in vacanza: Covid alle spalle ormai, il settore è in netta ripresa. E questo nonostante i conflitti determinino incertezza con conseguente qualche lieve - ma temporanea - flessione. Il secondo dato da tenere in considerazione è che le mete sono ormai il mondo intero. Europa, Nord America, Africa le più gettonate. Che si vanno ad aggiungere alle vacanze ‘classiche’: il mare o la montagna con la stragrande maggioranza che in questo caso sceglie di alloggiare in albergo o in qualche B&B. Qualcuno (pochi per ora) strizza l’occhio a esperienze full immersion nella natura.
Federico Mainardi, titolare dell’omonima agenzia viaggi/tour operator ne ha testimonianza diretta. Cinquantenne, è nel settore da quando aveva 18 anni. Prima a Milano e dal 2000 a Crema, nella centrale piazza Marconi. Un percorso che sta a dimostrare che l’era degli algoritmi e delle prenotazioni in un clic non hanno cancellato le agenzie di viaggio fisiche.
La realtà, insomma, è che alla fine chi viaggia «ha bisogno e soprattutto vuole consigli». Il viaggio di Federico Mainardi inizia con i cataloghi cartacei fatti di pagine riempite da decine di foto e dal rapporto diretto con il ‘cliente’. Poco, da allora, è cambiato. Certo il classico catalogo non esiste più o si è trasformato, approdando in rete. Rimane invariato il rapporto con chi intraprende il viaggio, «che – sottolinea Mainardi – viene cucito su misura, viene personalizzato come fosse un abito». Nell’agenzia di piazza Marconi entrano indistintamente giovani, anziani, coppie, gruppi. Va detto: la ripresa o la rinascita che dir si voglia delle agenzie di viaggio non è una peculiarità cremasca, ma riguarda l’intero territorio nazionale. Da semplici biglietterie a veri consulenti. E qui sta la capacità di adattarsi ai tempi (l’ormai famoso catalogo è infatti online), di trovare soluzioni e valide alternative. L’ultimo conflitto in ordine di tempo (Usa-Iran) almeno inizialmente ha prodotto qualche stravolgimento. Di qui la necessità «di proporre itinerari alternativi, che vanno studiati, costruiti attorno alle reali esigenze del cliente, superando i pacchetti standardizzati. E devo dire che ci siamo riusciti».
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