

Focus
I “paletti” regionali. Utilizzo di aree dismesse e recupero di calore
Server cabinets preserving critical datasets required for artificial intelligence systems, simulations and modeling. Blade servers offering scalable infrastructure for training and testing
La norma sui Data Center. L'assessore regionale Massimo Sertori: «Né fermare, né subire, ma governare la trasformazione digitale»
Un equilibrio stabile tra innovazione digitale e tutela dell’ambiente. È il grande obiettivo della legge regionale 11, approvata nel maggio scorso e entrata in vigore il 20 giugno, che norma l’insediamento in Lombardia dei Data Center. La parola d’ordine è «governare la trasformazione digitale», non fermarla né tantomeno subirla. Del resto, il nostro territorio è quello che già oggi ospita il maggior numero di impianti e continua ad attrarne di nuovi.
«Fino ad ora - ha detto Massimo Sertori - assessore agli Enti locali, Montagna e Sistemi verdi - questo sviluppo è avvenuto in assenza di una disciplina organica e di una visione unitaria. Con questa legge colmiamo un vuoto, offrendo regole certe, procedure omogenee e un quadro di riferimento stabile per gli investimenti, soprattutto in termini di tempistiche e step procedurali certi e affidabili».
La norma è nata con la collaborazione di più direzioni regionali: Ambiente e Clima, Enti locali, Sviluppo economico, Territorio e Sistemi versi. La nostra
Uno dei punti fondamentali è l’individuazione di aree dismesse come luogo in cui accogliere i Data Center. In tal modo si contiene il consumo di suolo e si rigenera un ambiente urbano abbandonato. Insieme a questo, sono previsti incentivi per il recupero di calore residuo prodotto dai Data Center attraverso reti di teleriscaldamento e altri usi energetici efficienti; vengono introdotte compensazioni ambientali e territoriali in favore dei Comuni coinvolti da questi progetti.
«Il provvedimento – prosegue Sertori – affronta con serietà le principali criticità del settore. Tra queste il consumo energetico e l’impatto sulle reti rappresentano questioni centrali. La Regione eserciterà pienamente il proprio ruolo di monitoraggio e coordinamento, pur nella consapevolezza che la pianificazione delle grandi infrastrutture elettriche appartiene alla competenza nazionale».
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Redazione
