Adiconsum e Federconsumatori in coro: «Si spenderà il 5% in meno del 2025»
«Tutti al mare, tutti al mare» cantava nel 1973 Gabriella Ferri, brano rimasto nell’immaginario collettivo nazional-popolare. In realtà, mari o monti poco importa, ciò che conta è staccare dalla routine, dal lavoro, dal traffico, da tutto insomma e dedicarsi al meritato relax. Il fatto è che quest’anno, secondo le associazioni dei consumatori, tira una brutta aria. Le mega-vacanze come le si intendeva un tempo, quelle da un mese o poco meno, sono soltanto un lontano ricordo. Ed, anzi, il periodo tende a ridursi sempre più.
Secondo un’indagine Coldiretti-Ixè, la durata media delle ferie degli Italiani si attesterebbe attorno ai dieci giorni: per la precisione, il 13% si accontenterebbe di tre giorni al massimo; il 28% azzarderebbe un periodo compreso tra i quattro giorni e la settimana; mentre un altro 25%, più fortunato, si concederebbe addirittura da una a due settimane.
Stando sempre ai dati, il 28% si sposterebbe all'interno della propria regione, non oltre, mentre il 61% si fermerebbe comunque in Italia. Pochissimi farebbero tappa all’estero ed, in ogni caso, non oltre i confini europei.
Comunque sia, Oreste Bini, responsabile di Adiconsum Asse del Po per il territorio Cremona-Mantova, non pare eccessivamente ottimista…
Cosa La preoccupa?
«Beh, giudichi Lei… Nell’estate 2026 le associazioni dei consumatori Adiconsum e Adoc evidenziano rincari, che oscillano tra il 5% ed il 10% per alloggi e ristoranti, con punte del 15% per le mete più richieste. Anche gli stabilimenti balneari hanno subìto aumenti significativi con un +6% annuo. Lo stesso dicasi per i traghetti».
Quale la causa?
«Non v’è dubbio, a pesare è l’incremento del carburante, dovuto ai conflitti in corso. Tutto questo induce gli Italiani – e lo stesso vale anche per i cremonesi (...)».
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Mauro Faverzani




