

Economia & Lavoro
Giuseppe De Rita spiega come il paese può tornare grande. Ma per compiere il balzo in avanti... �
«Piattaforme e preti per rifare l’Italia»
Giuseppe De Rita
Visionari con i piedi per terra e una rete orizzontale per coprire bisogni attraverso servizi
Incontriamo il Prof. De Rita alla vigilia del 2 giugno. Ottant’anni dalla Repubblica, ottant’anni dalla Costituzione, ottant’anni dall’articolo 45 che riconosce la funzione sociale della cooperazione. Gli chiediamo da dove cominciare. Sorride. «Dai preti e dalle piattaforme», risponde. «Tutto il resto viene dopo».
Professor De Rita, lei parla di preti di campagna e di piattaforme come se fossero la stessa cosa. Come si tengono insieme?
«Si tengono benissimo. Eugenio Pacelli, Don Primo Mazzolari, Don Milani: erano uomini che sapevano stare dentro la realtà delle comunità locali e al tempo stesso pensavano oltre, molto oltre. Erano visionari con i piedi per terra. Le piattaforme di oggi, penso a quello che ha costruito Musk, fanno esattamente la stessa cosa: creano infrastrutture che moltiplicano il potere reale. Non verticalmente. Orizzontalmente. È da lì che arriva la forza. Il problema è che il mondo cattolico italiano deve ancora trovare le proprie menti capaci di compiere quel passo. La cultura laica del paese, sinceramente, oggi non mi sembra attrezzata per farlo. La pura rappresentanza va bene per sopravvivere. Ma non garantisce il balzo in avanti»...
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Redazione Economia
