

Giovani e Lavoro
Rebecca Bertoletti, laureanda in Medicina che ha concorso per la borsa di studio Vanni Adami, guarda al proprio futuro
Oncologia, neonatologia e medicina legale
«Mi appassionano ambiti distanti fra loro. Ecco perché scegliere non è così facile»
Rebecca Bertoletti studia Medicina a Parma. A breve discuterà la tesi in oncologia, dopo un tirocinio in neonatologia e una curiosità crescente per la medicina legale. Non ha ancora deciso, ma sa esattamente perché.

Ha concluso il sesto anno ed ha ancora tre specializzazioni nel mirino: neonatologia, oncologia e medicina legale. È una difficoltà o il segno che la medicina le ha aperto un mondo più vasto di quello che immaginava?
«Direi entrambe le cose, ma in misura diversa. Il fatto che mi appassionino ambiti così distanti tra loro è esattamente ciò che mi frena dal prendere una decisione definitiva. Non è indecisione per mancanza di interesse. Anzi, è il contrario: sono attratta da troppe cose contemporaneamente, e questo rende la scelta più complessa. Della pediatria mi affascina in modo particolare la neonatologia, che ho avuto modo di frequentare durante il tirocinio abilitante in area clinica. Quello che mi ha colpita è il contatto quotidiano con l’inizio della vita: lavorare con bambini appena nati ha qualcosa di straordinario, quasi di privilegiato. C’è una dimensione di gioia e di senso che nessun’altra specializzazione può darti allo stesso modo.
Eppure è proprio questo aspetto a frenarmi. Sono una persona molto empatica, e so che la neonatologia non è fatta solo di momenti belli. Anzi, spesso può accadere il contrario: situazioni di grande fragilità, bambini che arrivano in condizioni critiche, famiglie che vivono l’angoscia dell’incertezza. Ho paura di non riuscire a mantenere la distanza emotiva necessaria. Non basta amare i bambini per essere certi di reggere a tutto ciò che quel reparto comporta. Lo stesso ragionamento vale per l’oncologia, che peraltro è il campo in cui sto sviluppando la mia tesi di laurea...
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Stefano Frati
