

Economia & Lavoro
Matteo Moretti, presidente del Polo della Cosmesi, fra sfide e strategie da adottare in vista dell’apertura della Milano Beauty Week
«Fare rete per continuare a eccellere»
«Condividere conoscenze, accelerare l’innovazione e trasformare criticità in opportunità»
Nel 2025 il sistema cosmetico italiano ha raggiunto risultati senza precedenti. Il fatturato dell’industria cosmetica in Italia ha toccato il valore record di 18 miliardi di euro, con una crescita media annua del 6,1% nell’ultimo decennio, pari ad oltre sei volte la crescita del PIL italiano.
Un dato che parla da solo, emerso in occasione dell’assemblea pubblica di Cosmetica Italia che si è svolta a Roma nel mese di luglio.
Allargando lo sguardo all’intera filiera - includendo quindi sia le attività a monte come packaging, macchinari e materie prime, sia i canali distributivi a valle - il fatturato generato è stato di 49 miliardi di euro (+1,9% rispetto al 2024), mentre il valore aggiunto è stato pari a 31,5 miliardi di euro. Sul piano occupazionale, i lavoratori lungo l’intera filiera sono circa 500mila, di cui 105mila diretti; inoltre, la contribuzione fiscale riconducibile alla filiera cosmetica è stata di 10,5 miliardi di euro.
Ora appare necessarian una strategia-Paese capace di trasformare una leadership industriale e manifatturiera in un asset di posizionamento internazionale del sistema cosmetico italiano, con costruzione della domanda e crescita del valore percepito di tutto l’Italian beauty.
Dopo averne parlato, sul numero di Mondo Padano del 24 luglio, con Renato Ancorotti, già presidente di Cosmetica Italia e numero uno di Ancorotti Cosmetics, analizziamo le prospettive del settore con Matteo Moretti, presidente del Polo della Cosmesi, a breve protagonista di una serie di eventi a livello nazionale.

L’Osservatorio 2026 conferma la straordinaria vitalità della cosmetica italiana. Presidente Moretti dall’interno del Polo, che aggrega l’intera filiera delle aziende di cosmetica quali sono i feedback più significativi che riceve dalle consociate?
«I numeri fotografano una realtà che le nostre aziende vivono quotidianamente.
C’è consapevolezza circa la capacità del settore di continuare a crescere e di essere competitivo sui mercati internazionali, ma c’è anche la convinzione che oggi la sfida non è più soltanto produrre bene.
Le imprese ci chiedono strumenti per affrontare un contesto sempre più complesso, caratterizzato da normative in continua evoluzione, transizione digitale e sostenibile, ricerca di competenze e apertura verso nuovi mercati.
Come Polo lavoriamo proprio per creare connessioni tra imprese, ricerca, istituzioni e formazione.
È questa la forza di un distretto come il nostro: fare rete significa condividere conoscenze, accelerare l’innovazione e trasformare le criticità inopportunità»...
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Beatrice Silenzi
