

Economia & Lavoro
Cosmetica italia in assemblea: Fatturato di 18 miliardi. La filiera vale 49 miliardi e occupa 500mila persone
Crescita che guarda al futuro
Renato Ancorotti commenta le brillanti performance del settore e rilancia: «Vedere un Console o un Ambasciatore che visita gli stand italiani per sostenere chi esporta il nostro valore aggiunto darebbe un segnale di forza straordinario»
Riconoscere la cosmetica come uno dei settori strategici del Made in Italy e inserirla pienamente tra le priorità della politica industriale nazionale ed europea. È questo il messaggio emerso dall’Assemblea pubblica di Cosmetica Italia “Fare impresa, creare valore. Innovazione e competitività per il futuro del sistema cosmetico italiano” che si è tenuta i giorni scorsi a Roma.
L’evento si è aperto con un videomessaggio di saluto del Presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni e ha visto gli interventi del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso; non è mancato un intervento di Gianpiero Calzolari, presidente di BolognaFiere e storico partner di Cosmetica Italia.
L’appuntamento è stato occasione per presentare l’Osservatorio 2026 realizzato da TEHA - The European House Ambrosetti in collaborazione con Cosmetica Italia che delinea una vera e propria agenda di intervento per sostenere uno dei comparti più dinamici dell’economia italiana. I dati che emergono dall’indagine attestano la cosmetica quale settore strategico per l’economia nazionale e il ruolo essenziale del cosmetico nel paniere dei consumi.
Nel 2025, infatti il sistema cosmetico italiano ha raggiunto risultati senza precedenti. Il fatturato dell’industria cosmetica in Italia ha toccato il valore record di 18 miliardi di euro, con una crescita media annua del 6,1% nell’ultimo decennio, pari ad oltre sei volte la crescita del PIL italiano. Ne abbiamo parlato con Renato Ancorotti, presidente di Ancorotti Cosmetics.

Con una crescita del fatturato sei volte superiore al PIL nazionale e una filiera che occupa 500 mila persone, la cosmetica si conferma un pilastro del Made in Italy. Presidente Ancorotti, quale messaggio si sente di dare ai giovani professionisti e quali competenze ritiene siano più urgenti per guidare le aziende verso nuovi traguardi?
«Questi numeri sono, in realtà, sottostimati, specialmente sul fronte occupazionale.
La nostra è una filiera complessa divisa in due parti: a monte ci sono la produzione e i brand; a valle la distribuzione e i servizi alla persona e proprio in quest’ultimo ambito, purtroppo, dobbiamo fare i conti con un abusivismo imperante che pesa per il 27 per cento su un valore di 13 miliardi; una zona d’ombra che incide pesantemente sia in termini economici che occupazionali.
Inoltre, esistono figure professionali oggi latenti e non ancora pienamente censite, come i circa 45 mila make-up artist attivi in Italia.
Nonostante queste criticità, il nostro è un settore straordinario che ha dimostrato una resilienza unica.
È un comparto aciclico e anticiclico che reagisce alle crisi con una velocità superiore agli altri mercati, come si è visto durante la pandemia.
Ricordiamo che, sebbene l’uso della mascherina abbia inizialmente frenato il consumo di alcuni prodotti, il settore ha saputo comunque reinventarsi, attraverso il digitale e la cura della persona a casa.
Oggi, ai giovani professionisti che vogliono entrare in questo mondo, dico che le opportunità sono vaste...
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Beatrice Silenzi