Gli scritti di Anselmo Gusperti ci conducono alla data dell’80° anniversario della Repubblica e della Costituzione. Giuseppe Mazzini: L’ideale
Sulla vita, sulle opere e sul pensiero di Giuseppe Mazzini e Carlo Cattaneo é già stato scritto così tanto e così a lungo da penne ben più autorevoli, che ritengo superfluo aggiungere altro, da parte mia: sarebbe inopportuno.
Riprenderemo, quindi, solo qualche citazione o qualche pensiero dei due maestri del repubblicanesimo che possano contribuire a definire meglio le loro grandi figure o mettere in luce la forza, la potenza contenuta nelle loro idee di popolo e di Patria.
L’architettura del pensiero di Mazzini si basa, non sulla rivendicazione di diritti, (vedi la Rivoluzione Francese), ma sulla coscienza del dovere, sia dei singoli, sia dei popoli. Perciò bisogna rivolgersi al popolo con un programma popolare, cioè repubblicano nel contenuto politico e sociale, per tutti. La tempesta del dubbio lo tormenta per anni ma la supera con l’etica del dovere: egli non può sottrarsi alla missione del dovere, senza pensare né a se stesso né ad altri, avendo di mira l’opera di educazione politica che germoglierà dal sacrificio dei martiri (in senso etimologico di testimoni) senza la quale non si potrà mai costituire una nazione italiana.

- Per Mazzini il protagonista del progresso è la nazione, sintetizzato nel motto “Dio e popolo”. Egli crede nell’Umanità come unica interprete della Legge di Dio. Crede e sancisce che, ogni Stato avrà un unico sovrano: il Popolo: “Dio è Dio e l’Umanità è il suo profeta”. Inoltre chiarisce: “Io amo il mio paese perché amo tutti i paesi”.
- Mazzini ritiene importante lo stato di diritto, che il cittadino professi la religione del proprio dovere, ma i dogmi religiosi non devono interessare né allo Stato né ai cittadini, fino a quando questi rimangono confinati nell’intimo di ciascuno...
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Anselmo Gusperti


