

Attualità
Michele Orsi Il medico cremonese ha coordinato, a Wolisso, in Etiopia, lo studio condotto sui dati e l’impiego di OdonAssist
Sicuro, semplice, efficace
Presentazione e formazione sull'utilizzo di OdonAssist, in Etiopia
«Lo strumento avvolge la testa fetale, riducendo il rischio di traumi»
Il cremonese Michele Orsi, medico specialista in ginecologia ed ostetricia presso il Policlinico di Milano, coordina, per conto dell’ospedale e del reparto, la raccolta dei dati post-partum e la sorveglianza clinica legata all’utilizzo del dispositivo Odon, all’interno di una rete di ricerca che coinvolge centri italiani ed europei. Il suo lavoro comprende anche il coordinamento scientifico e la pubblicazione dei dati relativi allo studio condotto in Etiopia tra aprile 2025 e marzo 2026, dove ha seguito direttamente l’impiego dell’OdonAssist con i team di “Medici con l’Africa Cuamm” presso l’ospedale di Wolisso.
Dal punto di vista strutturale, che tipo di tecnologia è l’OdonAssist?
«Il punto di forza dell’OdonAssist risiede nella sua estrema semplicità meccanica: non richiede sensori, componenti elettroniche, batterie o intelligenza artificiale. In ostetricia, per la gestione delle emergenze e delle emorragie si fa tuttora ricorso a metodiche primarie (come i palloncini per il tamponamento endouterino o le suture compressive). In questo solco, l’OdonAssist rappresenta un’innovazione radicale ( game changer ) pur basandosi su un concetto meccanico lineare.
È un’idea concepita circa vent’anni fa da un meccanico argentino, il signor Jorge Odon, il quale ha vincolato la cessione del brevetto all’impegno da parte dell’industria di garantire l’accessibilità finanziaria della tecnologia anche nei Paesi in via di sviluppo».
Qual è stato il suo ruolo specifico in questa rete di ricerca nazionale e internazionale?
«Il mio ruolo, per conto del Policlinico e della nostra direzione di reparto, è quello di coordinare la raccolta dati post-partum nell’ambito della sorveglianza clinica. Trattandosi di un dispositivo già approvato e liberamente commercializzato in Europa da aprile 2025, non vi è alcun obbligo di sperimentazione formale. Tuttavia, in qualità di istituto universitario, riteniamo fondamentale raccogliere dati su casistiche ad alta numerosità (nell’ordine delle migliaia di casi) in rete con Parma, Roma, Francia, Inghilterra, Spagna e piè recentemente Germania...
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Mauro Taino
