

Attualità
Formazione che salva
Lo staff di Differenza Donna Aps nella sede di Roma [foto Francesca Pompei]
Differenza Donna Aps. L’ente di Roma ha erogato percorsi su richiesta del nostro capoluogo
Contrastare la violenza sulle donne implementando le conoscenze mirate degli operatori. Questo l’intento del percorso formativo specialistico promosso dal Comune in collaborazione con il Centro Antiviolenza A.I.D.A., rivolto agli operatori della rete territoriale e ospitato presso il Centro CR2 Sinapsi tra il 9 e l’11 giugno. L’iniziativa, inclusa nel progetto Arca delle donne (Antiviolenza in Rete per Condividere Percorsi di Autonomia), è stata finanziata nell'ambito della Programmazione regionale per il contrasto alla violenza di genere 2024/2025. L’ente erogatore della formazione era Differenza Donna APS di Roma, realtà con più di 30 anni di esperienza nel contrasto al fenomeno. Le speaker sono state Teresa Manente, avvocata, vicepresidente dell’APS e responsabile dell’Ufficio Legale; Cristina Ercoli, assistente sociale e responsabile dell’Area Accoglienza; e Maria Spiotta, psicologa e psicoterapeuta, responsabile dell'Area Formazione di Differenza Donna APS, che ci ha raccontato queste giornate di formazione da una prospettiva interna: «Siamo partite dalla violenza maschile contro le donne come fenomeno strutturale – dice –. La seconda giornata è stata dedicata invece alla metodologia dell’accoglienza e dell’intervento con le donne che subiscono violenza, mentre l’ultima siamo passate dalla valutazione all’intervento. Abbiamo notato con piacere una partecipazione attiva della platea, oltre che una grande disponibilità a mettere sul tavolo interrogativi e criticità del lavoro quotidiano».
Avevate già avuto modo di conoscere A.I.D.A.? Che idea si è fatta della Rete Territoriale cremonese?
«Conoscevamo A.I.D.A. e il suo ruolo sul territorio, ma non avevamo mai avuto un’occasione di lavoro così ravvicinata. Le tre giornate di formazione ci hanno permesso di conoscere anche l’articolazione della Rete Territoriale: l’immagine che il percorso ci ha restituito è quella di una rete nella quale esistono relazioni e interlocuzioni tra istituzioni, servizi e Centro Antiviolenza e una forte disponibilità al confronto. È questo uno degli aspetti che abbiamo maggiormente apprezzato nell’esperienza di Cremona: la disponibilità a interrogarsi anche sulle criticità e a utilizzare la formazione come uno spazio nel quale mettere a confronto pratiche, linguaggi e responsabilità differenti per rafforzare il lavoro comune».
Una donna vittima di violenza si mette in contatto con la vostra APS: quali sono le tappe dell’intervento?
«Il primo passaggio è l’accoglienza: offrire uno spazio nel quale la donna possa raccontare quello che sta vivendo senza essere giudicata. Da lì si individuano insieme...
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Francesco Gamba
