

Attualità
Scisma/1 Il primo del XXI secolo è andato in scena il 1° luglio a Ècone
«È incomprensibile, ma che leggerezza»
Scisma. Riccardo Cascioli: «Scelte inadeguate da entrambe le parti»
Che qualcosa non funzionasse, lo si è capito fin dall’inizio. La formula tradizionale, con cui lo scorso primo luglio a Écône si è aperto il rito di ordinazione episcopale di quattro nuovi vescovi della Fraternità Sacerdotale San Pio X, è rimasta la stessa: «Habetis mandatum apostolicum?” ovvero “Avete il mandato apostolico”, quindi l’approvazione pontificia? Ovviamente nessuno di loro l’aveva. Ed allora ci si è affidati ad acrobazie degne di un trapezista.
Un sacerdote ha risposto alla domanda, leggendo un testo, assolutamente privo di qualsiasi valore canonico, scritto dal Superiore della Fraternità, don Davide Pagliarani, che recitava: «Le autorità della Chiesa manifestano un atteggiamento contrario alla fede ed agiscono contro la Santa Tradizione ed il Magistero costante della Chiesa», perciò «riteniamo che sia necessario procedere alla consacrazione di vescovi pienamente fedeli alla Tradizione» e di avere «il gravissimo dovere di trasmettere la grazia dell’episcopato a questi sacerdoti». Et voilà, il primo scisma del XXI secolo è servito!
Ma cosa è successo esattamente? Lo chiediamo a Riccardo Cascioli, direttore del quotidiano online «La Nuova Bussola».
Direttore, come si è arrivati a questo punto?
«La Fraternità invoca uno “stato di necessità”, ma anche lo stato di necessità ha le sue regole, non lo decide chiunque, quindi questo è un falso argomento. La realtà è che negli ultimi anni, soprattutto con la gestione di don Pagliarani, nella Fraternità è prevalsa la “linea dei falchi”. Già la Fraternità viveva...
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Mauro Faverzani
