Virginia Villa, direttore del Museo del Violino: «Dieci anni per un luogo che è il più importante attrattore turistico»
Partiamo dall’oggi. Che ci trova con un nostro violino al Musée de la Musique di Parigi, evento che di fatto ha anticipato le celebrazioni per il decennale del Museo del Violino. «Il nostro ambasciatore è il violino Cremonese 1715 che rimarrà esposto nella capitale francese fino al 7 novembre». Virginia Villa, direttrice del Museo del Violino, era al vernissage: «è il riconoscimento del lavoro svolto in questi dieci anni - esordisce -, impegno costante che ci ha resi riconoscibili e riconosciuti. Oltretutto, anche in questa occasione, la mostra apre a un proficuo rapporto di collaborazione tra i due musei, con ulteriori progetti di ricerca e nuovi scambi». Tanto che «nel settembre del 2024 arriverà a Cremona il violino Sarasate, oggi custodito nel Museo parigino». Le ambizioni internazionali accompagnano il Museo del Violino fin dalla sua apertura. «Siamo stati in Cina, in Giappone, negli Stati Uniti, in Messico... protagonisti di numerose mostre che hanno portato la storia della liuteria e di Cremona nel mondo: nel tempo siamo diventati ambasciatori culturali e motore di sviluppo per il territorio, lavorando sempre in sinergia con le altre istituzioni. Questo è sempre stato il mio modo di procedere: insieme», spiega ancora Villa. Un Museo che nasce moderno: «l’idea portante fin dall’inizio era che il Museo non dovesse essere semplicemente un luogo in cui raccogliere e conservare tutte le collezioni degli strumenti della città - indubbiamente, attività meritoria e nostro compito primario - ma un luogo aperto, dinamico, che guardasse al futuro, come ci era stato fortemente suggerito dal Cavalier Arvedi. Un museo che parlasse a varie tipologie di visitatori, a quelli che già sanno ma anche a semplici turisti: italiani, stranieri, ragazzi, studenti, anziani... Accoglienti con tutti. Il museo si può vedere in un’ora oppure ci puoi stare una giornata, con la guida di personale specializzato». Così, nel giro di 10 anni «il MdV è diventato il più grosso attrattore turistico della città, con positive ricadute economiche e occupazionali. E non lo diciamo noi, lo confermano le statistiche».
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Carla Parmigiani

