

Un volto cremonese per la Nazionale
Un grigiorosso tra gli azzurri. Non con divisa e tacchetti, sia chiaro, ma con microfono e taccuino. Claudio Raimondi è il giornalista designato dalle reti Mediaset per seguire e raccontare le avventure della Nazionale italiana di calcio. Un volto del piccolo schermo nato a Cremona, sia sul piano anagrafico sia su quello professionale.
«Il mio approccio con il mondo del giornalismo è stato del tutto casuale – racconta -. Un giorno ho aiutato un amico a portare una cassa di dischi nella sede di Studio Radio, nella galleria Kennedy. Il direttore dell'emittente mi disse che avevo un timbro di voce interessante, ma un accento cremonese troppo marcato. Così mi consigliò di seguire un corso di dizione a Casalbuttano. Era il 1996, partecipai a quelle lezioni e incominciai a lavorare per la radio. Guadagnavo circa 100 mila lire al mese. Nel frattempo, però, mi stavo laureando in giurisprudenza e avevo iniziato il praticantato in uno studio legale. Poco dopo mi fu offerto un posto come speaker del telegiornale di Telecolor. Fu la mia prima esperienza in tv. Lasciai la carriera di avvocato ed entrai a far parte della redazione ed incominciai a lavorare per i programmi sportivi. In quel momento la Cremonese non stava vivendo un bel momento. Le squadre delle città vicine, al contrario, erano tutte in serie A. Brescia, Bergamo, Piacenza e Parma: frequentando quegli stadi, imparai a conoscere i giocatori, gli allenatori e i procuratori più conosciuti d'Italia. Oltre ai giornalisti delle testate nazionali».
Un esordio sulla rete locale che ha portato Claudio prima ad Italia7Gold, per il programma “Diretta stadio”, e poi al grande salto sulle reti Mediaset. «I vertici di Sport Mediaset hanno creduto in me – continua – e a partire dal 2004 ho iniziato a seguire la Nazionale. Ho avuto la fortuna di poter lavorare con mostri sacri del giornalismo sportivo come Alberto D'Aguanno e Bruno Longhi, che mi hanno insegnato tantissimo. La gioia più grande legata alla mia avventura con gli Azzurri? Credo sia stata la qualificazione a sorpresa per la finale degli Europei dell'anno scorso, a Kiev. È stata un'emozione fortissima, seppur guastata dal risultato conclusivo a favore della Spagna».
E il futuro potrebbe dimostrarsi ancora più carico di soddisfazioni. La qualificazione lampo della Nazionale ai prossimi mondiali lascia ben sperare. «Devo fare i miei complimenti a Cesare Prandelli – commenta -, e non solo per questa qualificazione ottenuta con tanto anticipo. Il ct è riuscito a creare una squadra compatta che piace agli italiani e soprattutto si sta impegnando duramente nella lotta ad ogni tipo di razzismo. È stato sorprendente vedere l'intero Juventus Stadium inneggiare a Mario Balotelli. Di solito i tifosi di Torino sono sempre... poco lusinghieri nei suoi confronti».
Ora la mente è già proiettata ai mondiali dell'anno prossimo. «Ci sono grandi progetti in vista di Rio 2014 – prosegue Claudio -. Sport Mediaset ha intenzione di offrire un servizio più che completo, il direttore Claudio Brachino si è già messo al lavoro. Nel frattempo continuerò a seguire gli allenamenti di Prandelli a Coverciano. Ogni tanto gli viene un pizzico di nostalgia per Cremona: magari un giorno ci metteremo a parlare in dialetto a bordo campo».
Filippo Piva