Sussulto d’orgoglio. L’eccellenza italica per un concerto splendido, anche premiato dalla critica
Venezia batte Vienna 2-0. Semberà impossibile, ma quest’anno il Concerto di Capodanno del Teatro La Fenice è stato da molti punti di vista migliore del ben più blasonato New Year’s Concert del Musikverein, eccezion fatta per la qualità assoluta dell’orchestra, ovviamente imparagonabile. La cosa è stata doppiamente piacevole perché non te la aspetti, specie in questo momento in cui l’ente lirico veneziano è nell’occhio del ciclone per la contestatissima nomina a direttore musicale di Beatrice Venezi. Ma quando non ci si mette di mezzo la politica a inquinare tutto, ogni tanto l’Italia ha un sussulto di orgoglio e si ricorda di essere il Paese della Musica che per secoli intrigò anche quel mondo germanico che invece oggi vediamo come un modello inarrivabile. Sintonizzando la tv il 1° gennaio a mezzogiorno su Raiuno senza farmi particolari aspettative, mi sono infatti ritrovato a vedere e ad ascoltare un Concerto di Capodanno finalmente “italiano” e di ottima qualità. E l’aggettivo “italiano” sia usato senza sciocche finalità nazionalistiche, ma solo per dimostrare che anche oggigiorno il nostro Paese vanta eccellenze musicali che ci consentono di fare bella figura senza dover ricorrere a quella pratica dell’esterofilia a tutti i costi che ha caratterizzato le precedenti edizioni dello stesso evento...
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Roberto Codazzi

