Museo di Storia Naturale. In mostra le opere realizzate dai detenuti con il Laboratorio del Cotto
Disegnare, modellare e colorare: un ciclo artigianale e artistico completo per acquisire nuove competenze in tema di argilla e di ceramica. Dove? Nel carcere di Cremona grazie a un progetto che, suddiviso in tre fasi, porta la firma del Laboratorio del Cotto. Oggi, a distanza di due anni, una mostra mette in evidenza quanto appreso dai detenuti; abilità che potranno tornare utili anche in futuro.
«Abbiamo lavorato con una decina di detenuti, il numero sufficiente, direi ideale per riuscire a seguire con efficacia tutte le fasi della lavorazione: il riscontro è stato davvero interessante. Il gruppo, infatti, ha lavorato bene, tra chiacchiere costruttive e silenzi di concentrazione». Emilio Delfino Greppi, presidente dell’Associazione centro studi e ricerche Laboratorio del Cotto (con sede a Cremona in via Donatori del Tempo Libero) ha seguito, a partire dal 2024, tutti e tre i corsi nell’ambito progetto “Creare oltre la pena” e “L’arte della ceramica entra in carcere e supera l’isolamento” (con la supervisione del presidente onorario nonché fondatore del “Laboratorio”, Giulio Gremozzi).

E ora, come dicevamo, i risultati, sono sotto gli occhi di tutti grazie alla mostra dal titolo “Il laboratorio del Cotto, didattica e impegno sociale” ospitata dal Museo di Storia Naturale di Cremona: «Ci sembrava giusto – ammette Greppi – far partecipe tutta la cittadinanza del lavoro svolto dai detenuti. Un’opportunità interessante per comunicare che il carcere non è solo detenzione ma una realtà che offre anche la possibilità di imparare delle cose, facendo al tempo stesso emergere capacità ed emozioni. Gli oggetti in mostra confermano la voglia di fare dei detenuti e quanto il corso sia stato apprezzato»...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 2 APRILE OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

Carla Parmigiani

