Pedrizzi: non sono scomparse; oggi hanno solo cambiato nome
Riproporre una figura come quella di Joseph de Maistre più di 200 anni dopo la sua morte può apparire inutile, anche perché oggi le categorie concettuali, in cui l’illustre filosofo e diplomatico si riconobbe, appaiono totalmente superate.
Eppure la sua critica alla modernità, l’enfasi da lui posta sul concetto di autorità, il valore della tradizione e la dimensione spirituale del vivere umano paiono sollecitare ancora oggi un dibattito profondo e necessario. Per questo Riccardo Pedrizzi, tre volte senatore e poi onorevole, ne ha riproposto il pensiero col libro «Joseph de Maistre-Un conservatore contro le ideologie», recentemente edito da Solfanelli.
In un’epoca di crisi e di incertezze, che rischia di soggiacere alla schiavitù dell’algoritmo, l’autore ha ritenuto che il pensiero di de Maistre, al di là che lo si condivida o meno, possa rappresentare un invito a riflettere sulle fondamenta della nostra vita sociale e culturale, ponendo interrogativi sul futuro, che vogliamo costruire.
Senatore, nel titolo si parla di “ideologie”, ma si dice che siano finite…
«No, non sono finite, perché sono basate sulla convinzione che l’uomo si possa salvare da solo e che si possa realizzare il bene, indipendentemente dalla presenza di Dio e della trascendenza...

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Mauro Faverzani

