"Mediterraneo" (1991): la guerra, l'isolamento, le relazioni, l'Oscar
“La Grecia è la tomba degli italiani”. C’è solo questa scritta, su un muro di Megisti, una sperduta – e apparentemente disabitata – isola dell’Egeo, ad accogliere otto militari italiani (e un asino) spediti in missione di presidio durante la Seconda Guerra Mondiale.
A formare questo improbabile plotone ci sono il tenente Raffaele Montini, un letterato con la passione per la pittura, Nicola Lorusso, interpretato da un magistrale Diego Abatantuono, che, nonostante il ruolo del duro sergente e senza la sua iconica parlata, riesce comunque a strappare, con il suo pessimismo misto a ironia, un sorriso allo spettatore e ai colleghi, il marconista Luciano Colasanti, “ombra” del sergente, i montanari fratelli Munaron, il maestro di sci Eliseo Strazzabosco, “il disertore” Corrado Noventa, interpretato da un Claudio Bisio con ancora qualche capello, e l’attendente Antonio Farina, alle prime armi, nel vero senso del termine.
Mediterraneo , film del 1991...
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