Allenatore Prima alla Baldesio, poi l’incarico in Federazione. E l’atletica all’Interflumina
Il passaggio da atleta ad allenatore Simone Raineri lo aveva immaginato da sempre come un passaggio naturale. Quando il canottaggio ha smesso di essere la sua vita agonistica, è tornato come responsabilità per mettersi a disposizione di quello sport che gli ha regalato tante emozioni. Quando ricorda le vittorie, il suo volto si illumina con un sorriso e non mancano aneddoti straordinari vissuti nei villaggi olimpici con i compagni di squadra e di barca. Le due medaglie ai giochi, l’oro di Sydney alla sua prima apparizione e l’argento in Cina, sono state condivise con uno degli amici di sempre, Rossano Galtarossa, oggi presidente della Federazione Italiana Canottaggio, con cui Simone ha un rapporto ancora oggi molto stretto.
Il percorso federale di Raineri si intreccia inevitabilmente anche con il passaggio di consegne ai vertici della Fic, segnato dalla scomparsa di Davide Tizzano e dalla successiva elezione di Galtarossa. «Mi ricordo che Davide mi chiamò e mi disse: “Ho un progetto per te”. Mi parlava del lavoro con i giovani, voleva trovare il modo di utilizzarmi in quell’ambito. Poi il tempo è passato, la malattia, tutto quello che è successo… Sono cambiate tante cose e pian piano sono arrivate le opportunità in Federazione fino al Pararowing. Con Rossano abbiamo vissuto insieme anni importantissimi, quindi ci conosciamo bene. Sai come ragiona una persona, come lavora, che valori ha. Questo sicuramente aiuta. Allenare mi è sempre piaciuto e ho sempre pensato che, quando avrei smesso, sarei andato ad allenare. Poi mi è capitato quasi subito e mi sono fatto prendere senza ragionare troppo, e così non sono stato tanto tempo lontano dal canottaggio»...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 28 MAGGIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT

Maria Cristina Coppola

