Cowboy Bebop (1998): una serie anime da “guardare con le orecchie”
Trama o animazioni: tu cosa scegli? Nel mondo dei cartoni animati, in questo caso giapponesi, i cosiddetti anime, c’è chi preferisce dare maggiore peso alla storia, e chi, invece, guarda prima al disegno, agli effetti. In questa eterna lotta tra il racconto e la rappresentazione, sono però pochi quelli che si soffermano sulla musica. È vero, in opere di questo genere non è quasi mai la prima cosa che spicca; tranne che per Cowboy Bebop, serie anime del 1998, realizzata, in 26 episodi disponibili su Netflix, da Shin’ichirō Watanabe, che narra le vicende di Spike, cacciatore di taglie, e di tutto l’equipaggio della nave spaziale “Bebop”.
Già nel titolo dell’opera il riferimento alla musica è abbastanza lampante: si pensi al bebop, stile jazzistico degli anni ‘40 sviluppatosi a New York e che ebbe tra i suoi maggiori esponenti il trombettista Dizzy Gillespie.
Ma non è tutto. Il tema della serie è un vero e proprio inno alla musica: dal jazz al blues, con...
![I protagonisti di Cowboy Bebop. Da sinistra: Jet, Spike, Faye, Ed ed Ein [foto Wikipedia.eng]](https://mondopadano-naxos-space-250gb.fra1.cdn.digitaloceanspaces.com/mondopadano/stories/2026/03/20/internals/45acdb92-85b0-4647-b3ab-5a15d8b4fdec.jpg)
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