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Matthias Stom, la luce, il mistero

Torna la rubrica "Mostre e oltre", curata da Raffaella Colace

La mostra Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde, visitabile sino al 15 febbraio 2026 alla Pinacoteca Tosio Martinengo di Brescia, presenta per la prima volta in Italia un profilo di questo enigmatico artista fiammingo, seguace di Caravaggio, riunendo tutte le opere che di lui sono pervenute, per motivi per lo più storici, in territorio lombardo, eccetto l’enorme pala di Chiuduno (in provincia di Bergamo), alta quasi quattro metri, che si è preferito lasciare in loco. L’occasione per la realizzazione della mostra è stata offerta dall’arrivo in comodato presso il museo bresciano di due dipinti finora inediti - la Negazione di san Pietro ed Esaù che vende la primogenitura a Giacobbe -, provenienti da una collezione privata cittadina e, più indietro nel tempo, dalla collezione della famiglia Scotti, giunta in Lombardia da Roma nel 1791. Le due opere vanno così ad affiancarsi all’Incredulità di san Tommaso, già parte della collezione museale. Oltre a queste, il percorso dell’esposizione vede la presenza di opere di provenienza bergamasca, alcune di raccolte private e altre dell’Accademia Carrara, tra cui i “notturni” che, soprattutto, diedero fama all’artista. La mostra accoglie anche il grande dipinto con Giuseppe Flavio predice a Vespasiano che diventerà imperatore...
Matthias Storm, <i>Ragazzo che accende una candela soffiando su un tizzone</i>, Bergamo, Accademia Carrara [foto Fondazione Accademia Carrara]
Matthias Storm, <i>Ragazzo che accende una candela soffiando su un tizzone</i>, Bergamo, Accademia Carrara [foto Fondazione Accademia Carrara]
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Raffaella Colace
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