Educazione sanitaria. Al centro diurno, consegna di mini-dispense e il coinvolgimento dei detenuti. Due ore il giovedì con un’infermiera e un Oss
Il giovedì mattina al centro diurno “Quasi amici” del carcere di Ca’ del Ferro si fa informazione ed educazione sanitaria. Non la classica lezione frontale – spiegano - bensì un approccio dinamico dove le nozioni base si rapportano alle esperienze personali e alla quotidianità del carcere. Due ore insieme a Carla Gemino, infermiera, e ad Alessandro Grassani, operatore socio sanitario; entrambi lavorano per la cooperativa Gamma; entrambi sono alla prima esperienza all’interno di un carcere.
«Il nostro progetto – esordisce Carla – è nato in concomitanza con l’avvio del Centro diurno. Fin dall’inizio ci siamo occupati in particolare, come richiesto anche dalla direzione, di igiene personale, poi nel corso del tempo siamo riusciti ad ampliare la proposta, ponendo l’attenzione più in generale sulla cura del sé», continua. «Anche con i detenuti che partecipano al nostro progetto sono partita, come faccio regolarmente, analizzando il loro stato generale di salute attraverso l’utilizzo di modelli funzionali ad hoc riferibili ad ambiti diversi; solo per fare alcuni esempi: nutrizione, esercizio fisico, sonno, tolleranza allo stress e così via... in totale, sono undici i modelli funzionali. Durante i nostri incontri, dopo aver fornito alcune indicazioni base e dopo la distribuzione di mini dispense, ogni detenuto ha scelto un tema da approfondire che, successivamente, ha esposto al resto del gruppo».
«In questi anni – spiega ancora Gemino – ho sempre cercato di affrontare tematiche che potessero tornare utili durante la detenzione ma non solo. Hanno riscosso interesse per esempio i temi correlati all’esercizio fisico e al mantenimento in salute: all’interno del carcere il rischio non è solo quello dell’isolamento sociale ma anche della perdita di voglia di fare, di vivere, di sperare. L’esercizio fisico, invece...
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Carla Parmigiani

