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Il Boccioni bocciato. Perché non può bastare una grande scritta su una parete vuota a connotare positivamente un’esposizione
Le sfide di un allestimento
Al MASI di Lugano, a cura di Cristina Sonderegger, è aperta fino a gennaio 2027 la mostra “Umberto Boccioni. Verso la liberazione futurista”
Col tempo, lo spazio, i costi, la curatela. Alla base, confronto e rispetto
La comunicazione è fondamentale per quasi tutte le attività umane. Col passare dei secoli poi è diventata del tutto ineludibile per attività commerciali, produttive, culturali e soprattutto politiche, dove la realtà è fatta ormai quasi solo di parole, di gesti, di smorfie in una rappresentazione che oscilla tra il tragico e il ridicolo.
Ma la comunicazione non è solo parole, in moltissimi casi cerca di coinvolgere più sensi possibili per aumentare la qualità della percezione delle persone a cui si rivolge, per far giungere un pensiero o un’emozione. Uno spettacolo o una vetrina sono, fatte le debite proporzioni, molto simili, un’esposizione o una mostra temporanea anche. Un negozio è il teatro della merce, una mostra d’arte racconta il pensiero dell’artista o del regista, e nei casi migliori, i più onesti, cerca di coinvolgere il pubblico fino a farlo diventare attore, elemento scenico indispensabile perché l’evento abbia un senso.
Traggo da un libro di Gianfranco Cavaglià (a mio avviso uno dei più importanti e raffinati architetti italiani soprattutto in questo settore del progetto) che spero veda la luce al più presto: “La partecipazione ad una manifestazione che preveda un allestimento è essenzialmente un intendimento di comunicazione: trasmettere in un tempo breve una comunicazione chiara al maggior numero di persone. E il successo di tale comunicazione si misura sul numero dei visitatori ed in quanto si riesce a lasciare nella loro memoria: per gli allestimenti più efficaci avviene il passa parola esteso, anche ai non diretti interessati; diventa d’obbligo l’averlo visto, anche se frettolosamente, e rimane nella memoria. […]
Allestimenti
- L’allestimento è un lavoro un po’ speciale che deve essere completamente finito entro una data ora di un determinato giorno: non si può considerare di non completare (le conseguenze sono difficilmente immaginabili e, comunque, da evitare)
- La durata breve dell’opera può permettere sperimentazione progettuale in diversi ambiti
- I protagonisti dell’allestimento devono essere i visitatori, la loro interpretazione, il loro ricordo […]
Percorso
Il visitatore è l’utente principale. A meno...
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Eugenio Bettinelli