

Le forme del vivere
L’Historia di Cremona. Da sempre un buon rapporto con libri, librai e librerie. Voci, parole e idee
La città tra le pagine
Momenti diversi, ma identica ricerca delle radici
Tutto nasce da un luogo emblematico, la vetrina dell’Ente del turismo su via Baldesio: ogni passaggio lo sguardo cade sui tanti libri esposti, di diversi autori, che documentano o raccontano il grande patrimonio della città. Sbirciando all’interno già si coglie un pezzo di storia cremonese, preziosi arredi ed oggetti (settecenteschi ed ottocenteschi) provenienti dall’antica farmacia Dell’Ospedale di Santa Maria della Pietà.
E nasce anche dal ricordo delle librerie di Cremona qualche decennio fa: luogo di incontro prima che esercizi commerciali, luoghi di discussione, a volte, di professione ideologica, stanze in cui Cremona entrava in tutta la sua complessità (anche del linguaggio dialettale, della raffinatezza vernacolare) attraverso la presenza di tanti personaggi, diversi per età, per cultura, per occupazione, financo per rango sociale.
Il ricordo sorridente va alla libreria Lorenzelli (lui pontremolese con le pagine nel sangue) nella rotonda della Galleria XXV Aprile, proprio di fronte a dove gli studenti cercavano di non calpestare lo stemma cittadino perché portava sfortuna, si sarebbe stati interrogati il giorno seguente con esiti infausti; poi al Convegno, poi alla Rateale dei fratelli Gatti, poi alla Libreria Renzi che a Lorenzelli succedette trasferendosi poi all’inizio di corso Garibaldi. E ancora alla Libreria Ponchielli in piazza Zaccaria che guata i monumenti maggiori.
C’è sempre stato un bel rapporto fra la città e i libri, i librai e le librerie. Soprattutto nel centro e nell’asse che da piazza Marconi conduce alle porte era un passeggio che ti proponeva parole e idee, prima che un apparente irreversibile processo di desertificazione commerciale spegnesse le luci delle vetrine e attenuasse le voci. Per fortuna tanti di questi esercizi sono rimasti e, seppur con caratteristiche diverse, ne sono sorti di nuovi. Per timore di omettere qualcuno non li cito, ma almeno una quindicina di negozi del libro attendono i lettori a Cremona, alcuni da decenni quasi immutabili parti forti del tessuto urbano. Monumenti di architettura vissuta da amare e tutelare, delle stazioni del traffico di pensiero da e verso la città.
L’ignoranza dell’architettura
Credo (o spero) che non ci sia studente, o architetto, o semplicemente appassionato della storia della città che non abbia letto “Saper vedere l’architettura” di Bruno Zevi (Einaudi, 1948, poi replicato in più edizioni). “Se vogliamo veramente insegnare a saper vedere l’architettura , dobbiamo anzitutto proporci una chiarezza di metodo. … Tutti hanno certamente un posto legittimo nella storia dell’architettura, ma ad una condizione: che si sia chiarita l’essenza dell’architettura ”. Così scrive l’autore nel primo capitolo, intitolato “L’ignoranza dell’architettura”.
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Eugenio Bettinelli