L'altro violino

Quando cantare “Felicità, tà tà” mette una grande tristezza

Un frame della campagna di promozione del sistema museale italiano promossa dal Ministero della Cultura intitolata “Felicità, tà tà”

Spot del Ministero. Sicuri che con una canzone di Raffaella Carrà si riesca a raggiungere i giovani?

“Guardate all’antico, sarà un progresso”, dice Giuseppe Verdi a Francesco Florimo, il quale aveva chiesto al Cigno suggerimenti su come rifondare il Conservatorio di Napoli. E anche Gustav Mahler invita a una visione dinamica del passato in una sua famosa frase: “La tradizione è custodire il fuoco, non adorare le ceneri”. Ogni tanto in Italia qualcuno si sveglia all’improvviso e vuole modernizzare la cultura. Quando poi questo qualcuno è il politico di turno, peggio mi sento. Il concetto di modernità non è solo legato a un discorso storico o anagrafico, anzi, basti pensare che in musica l’artista più moderno è ancora oggi considerato Bach il quale ha influenzato tutti gli epigoni nei secoli a seguire, da Beethoven al jazz, da Brahms ai Beatles. Il preambolo è per parlare di una campagna di promozione del sistema museale italiano promossa dal Ministero della Cultura intitolata Felicità, tà tà, come la canzone della Carrà che fa da sottofondo agli spot che passano anche sulle reti televisive nazionali. E meno male – per la serie c’è sempre un peggio - che non hanno scelto come colonna sonora la Felicità di Al Bano, brano verso il quale, come abbiamo sentito dalle ultime schermaglie dell’ex coppia più amata d’Italia, ha preso le distanze persino Romina. In definitiva non si capisce come mai nel Paese che è considerato il faro dell’arte e della musica nel mondo, la cultura debba essere rappresentata da Raffaella Pelloni e da una canzonetta di Gianni Boncompagni...
LEGGI IL SERVIZIO COMPLETO SULL’EDIZIONE DI MONDO PADANO IN EDICOLA FINO AL 28 MAGGIO OPPURE ABBONANDOTI SU WWW.MONDOPADANO.IT
Roberto Codazzi
Condividi:

Chi siamo

Il nuovo Mondo Padano riporta in edicola la storica testata di Cremona.
L'intento è quello di salvaguardare le tradizioni di questo territorio e di proiettarle nel domani, in un disegno di progresso e sviluppo.
Come in passato, il giornale esce ogni settimana al venerdí, diviso in due parti distinte e caratteristiche.
Una parte dedicata all'attualità, con inchieste, indagini e approfondimenti su cronaca, cultura, spettacoli, storia, arte, costume, società, turismo e sport legati all'intero territorio cremonese.
Il giornale si caratterizza per un dorso economico in carta salmonata, dedicato alle imprese, ai giovani e al lavoro, all'università, alle professioni, alle associazioni di categoria e al sindacato.
Informazioni
  • Direttore Responsabile: Alessandro Rossi
  • Direttore Editoriale: Gerardo Paloschi
  • Redazione: Piazza Roma, 7 - 26100 - Cremona (CR) [email protected]
  • Telefono Centralino: 0372.080727
  • Fax: 0372.080739
  • Pubblicità: 328.0947895

Informazioni

  • Direttore Responsabile
    Alessandro Rossi
  • Direttore Editoriale
    Gerardo Paloschi
  • Redazione
    Piazza Roma, 7 - 26100 - Cremona (CR)
    [email protected]
  • Telefono Centralino
    0372.080727
  • Fax
    0372.080739
  • Pubblicità
    328.0947895
© 2025 - Tutti i diritti sono riservati
Direttore responsabile: Alessandro Rossi | Direttore Editoriale: Gerardo Paloschi
R.E.A. n.135964 | Iscr. Reg. imprese Cremona n. 01115570192 | C.F./P.iva 01115570192 | C.S. euro 43.758 ii
Iscritto nel pubblico registro presso il Tribunale di Cremona al numero 154 dal 29 agosto 1981