

L'altro violino
Stradivari in primo piano Si torna a parlare del “Minimun di Maunder” e di notizie ormai scontate
Liuteria tra fake e scoop...datatiMa Cremona deve andare oltre
Alla base servirebbero una conoscenza profonda e maggior orgoglio cittadino
Ogni tanto qualche amico forestiero mi chiede cosa significhi per noi cremonesi la liuteria e io rispondo che è come la “messa cantata”, cioè qualcosa di straordinario, di unico. È come parlare di Verdi ai parmigiani o di San Gennaro ai napoletani. Qualcosa di identitario per il quale ogni cremonese dovrebbe gonfiarsi il petto di orgoglio e averne una conoscenza profonda. Purtroppo così non è e tra l’altro non lo è nemmeno per molti addetti ai lavori e per molti operatori della comunicazione. Ne è riprova l’ennesima notizia apparsa recentemente sul National Geographic, rimbalzata sul Corriere della Sera e poi approdata sulla stampa cremonese. Non una fake, beninteso, ma una notizia vecchia come il cucco che sia la blasonata rivista scientifica sia il giornalone di via Solferino hanno strombazzato come uno scoop. Secondo quanto scrive il National Geographic, una nuova ricerca potrebbe aver risolto uno dei misteri più discussi della liuteria: da uno studio pubblicato sulla rivista, il materiale impiegato da Stradivari durante il suo celebre “periodo d’oro” proveniva quasi esclusivamente dalle foreste della Val di Fiemme, nelle Dolomiti trentine. La scoperta...
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Roberto Codazzi