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Gino Paoli, la “Bozzoliana” e l’amore per la nostra terra
L'omaggio del comune di Bozzolo a Gino Paoli
Il ricordo: il rapporto con Mina e l’esplosivo esordio de “Il cielo in una stanza”. Peccato si sia interrotto
Ha cercato di togliersela, ma è stato quello che più ha amato (e goduto) la vita. Se n’è andato il 24 marzo Gino Paoli, il giorno prima del compleanno di Mina, una delle sue Muse, specie a inizio carriera quando il cantautore genovese (nato a Monfalcone) aveva preso una cotta per la Tigre e lei aveva contribuito a lanciare Il cielo in una stanza, uno dei suoi immortali successi. Nei giorni scorsi la stampa cremonese, anche con articoli belli e completi, ha messo in luce il rapporto strettissimo tra Paoli e la nostra città, nel senso di Cremona ma anche del suo territorio. Bozzolo, per esempio, provincia di Mantova ma diocesi di Cremona, comunque appena al di là del confine. Anche il sindaco è cremonese, Giuseppe Torchio, che dopo essere stato Parlamentare e presidente della Provincia di Cremona ha trovato da quelle parti una nuova vita dimostrando di essere una sorta di Forrest Gump della Politica: dove c’è lui succedono cose. Dopo aver fatto arrivare Pontefici e Statisti nel suo Comune per ricordare la figura di don Primo Mazzolari – storica la visita di Papa Francesco nel 2017 – Torchio non ha mancato di dare la cittadinanza onoraria a Paoli per la sua lunga frequentazione bozzolese, vicende raccontate dall’amministratore comunale anche in un post pubblicato dopo la morte dell’autore di Sapore di sale e La gatta. Erano gli anni in cui l’artista, come Morandi e altri, era uscito di scena perché il mercato – parliamo degli anni ‘70 – privilegiava i cantautori impegnati alla De Gregori e gente come Paoli era considerata una sorta di relitto preistorico...
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Roberto Codazzi