Roberto Codazzi con la sua rubrica "l'altro violiono: «Più consapevolezza da parte dei cittadini»
Parafrasando la celebre frase di Massimo d’Azeglio, verrebbe da dire: “Abbiamo fatto la Cremona città della musica e della liuteria, ora facciamo i cremonesi”. È questa la riflessione che mi viene all’indomani della trasferta a Salisburgo per il Festival di Pasqua, mai come quest’anno “alto” nella qualità grazie soprattutto alla presenza come orchestra ospite dei Berliner Philharmoniker. Il background e il contesto ambientale sono completamente diversi ma già in passato, su questa rubrica, mi è capitato di parlare della più azzeccata visione che nel corso dei decenni ha portato la città di Mozart a essere molto più attrattiva di quella di Stradivari e Monteverdi, tuttavia non mi va di essere critico sempre e soltanto con le amministrazioni e le istituzioni che si sono succedute sotto il Torrazzo, perché in parte faccio parte anch’io di questo sistema, pur con un ruolo non politico (per fortuna). Voglio però analizzare la questione da un’altra prospettiva. In materia di liuteria Cremona non sempre ha dimostrato di essere unita e di remare nella stessa direzione, lo testimoniano anche le ultime vicende legate alle varie proposte di legge di salvaguardia che hanno contrapposto sindaco e (...).
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Roberto Codazzi

