

L'altro violino
A suon di... Musica e Motori
Giancarlo Stringhini con la moglie e la loro Lancia Aurelia B24, al raduno per i 40 anni del Cavec di Cremona
Quarant’anni di Cavec Cremona. Le “belle signore” a quattro ruote hanno attirato molta curiosità
In questo paradosso che si chiama mondo, qualcuno ha voluto farci credere – in gran parte per motivi ideologici - che qualche monopattino elettrico fosse più rispettoso dell’ambiente, della società e della cultura rispetto alle nostre amate auto storiche, capolavori che hanno reso l’Italia ammirata nel mondo così come lo è per arte e musica. Come ha dimostrato il recente raduno per i 40 anni del Cavec di Cremona, dove sono state esposte in città alzando significamente l’afflusso di gente in centro, le “belle signore” a quattro ruote hanno prodotto desiderio tra i passanti, fenomeno che (etimologicamente) è ciò che fa accendere di stelle un cielo che le stelle non le ha. Per contro, l’aumento di PM10 immagino sia stato nullo o irrilevante, visto che ormai questi gioielli vengono tirati fuori una volta ogni tanto dal garage per qualche ora in occasione di queste rievocazioni storiche, o poco più. In attesa che anche i più distratti capiscano che le emozioni sono più importanti, per il futuro dell’umanità, di qualche cretino che col monopattino sfreccia contromano (e controsenso) sui nostri marciapiedi, ho il pretesto per raccontare in poche righe lo stretto rapporto che nel corso dei decenni si è instaurato tra il mondo della musica e quello dei motori, proprio perché si tratta di mondi il cui comune denominatore è fatto da emozione e passione...
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Roberto Codazzi