L’umanità “incastrata” di Tedesco ritrova forza nel gioco e nell’incontro
Danzare non è coreografare. Nonostante le stesse fondamenta, gli strumenti a disposizione delle due figure sono completamente diversi: il danzatore (e)segue, il coreografo guida. Lo sa bene Roberto Tedesco, ex ballerino di Aterballetto, che, con “Decisione Consapevole”, presentato al Teatro Ponchielli lo scorso 21 marzo, ha dato prova di grande maturità nel pensare, coordinare, dirigere uno spettacolo complesso, vicino alle nuove tendenze dell’arte contemporanea in senso ampio, e seguito da un talk per aiutare gli spettatori nella lettura dei vari livelli dell’opera.
Lo spettacolo racchiude alcune caratteristiche formali e qualitative amate da Tedesco sia come attore che come spettatore della danza. Punto di partenza della ricerca alla base della pièce è una mappa concettuale usata per guidare l’improvvisazione dei danzatori nel campo d’azione, supportata da quattro parole chiave, Isolamento, Intimità, Comunicazione, Comunità...
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Gaia Badioni

