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Il traguardo più bello si chiama Sienna
Una foto di una manifestazione sportiva organizzata da Orsoni a Piadena
Atleta e padre. Riccardo Orsoni: cambiano le priorità, ma non la voglia di mettersi alla prova
Chilometri macinati ogni giorno, un passo dopo l’altro, con lo sguardo in avanti e le radici ben piantate alle spalle. Riccardo Orsoni, atleta delle Fiamme Gialle e della nazionale italiana di atletica, le sue radici le porta addosso, tatuate sulla pelle: una porta su un ponte di cemento, nelle campagne di Piadena. Ma prima di arrivarci c’è una novità che negli ultimi mesi ha cambiato tutto, ritmi compresi. Il 13 giugno di quest’anno Riccardo è diventato papà.
«È una gioia incredibile, come ti puoi immaginare, e siamo davvero felici – racconta –. L’abbiamo voluto, abbiamo fatto una scelta un po’ coraggiosa, magari per la mia giovane età e perché la mia compagna è ancora un’atleta in piena attività. Però ce la siamo sentita, e siamo anche un po’ orgogliosi di noi per averci creduto. Chiaramente si dorme un po’ meno, ma sempre abbastanza, perché per fortuna la bambina è brava. Cambiano il privato, i momenti per se stessi. Però vengono rivolti a qualcosa di più importante, e ci si abitua alla svelta».
La mamma è Cristina Montesinos, marciatrice spagnola, in gara alle Olimpiadi di Parigi nella 20 km. La loro è una storia nata lungo i percorsi di gara: «Ci siamo conosciuti in giro per le competizioni europee e mondiali e abbiamo fatto insieme anche le Olimpiadi di Parigi. È una bellissima storia». Classe 1994, qualche anno più di lui, Cristina ha scelto di fermarsi nel quadriennio tra Parigi e Los Angeles: «Aveva un forte sogno di diventare mamma. Avevamo, tra virgolette, tempi stretti: se si voleva, quello era un buon momento, e se non fosse arrivata subito avremmo dovuto aspettare. Siamo stati fortunatissimi, perché è arrivata subito». Ora la sfida è tornare: «Sta cercando di recuperare, ha ancora due anni per provare a essere a Los Angeles». E Riccardo, sorride, glielo ricorda spesso: il tempo c’è.
La bambina si chiama Sienna, un nome che incuriosisce: «Quando me lo chiedono rispondo così: la scelta è caduta lì per tre criteri». Il primo è diplomatico: «Non è spagnolo e non è italiano. Qualcuno lo collega alla città di Siena, ma in realtà è un nome internazionale. Un po’ per mettere d’accordo tutti: la famiglia spagnola...
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Maria Cristina Coppola