Sulle facciate delle case, i murales: colori e storie
Arrivare a Dozza corrisponde a un lento entrare in un racconto dipinto. Quando le colline dell’Emilia si distendono tra vigneti e campi ordinati, Dozza appare all’improvviso, adagiata lungo il crinale, con le sue mura e le sue case che sembrano custodire storie colorate. Qui la luce scivola sulle superfici dipinte e ogni angolo si trasforma in una scena. E ciò che altrove sarebbe semplice passaggio diventa sosta, osservazione e infine scoperta.
Torna così il consueto appuntamento con la nostra rubrica di viaggi, che stavolta vi accompagna alla scoperta di un piccolo borgo artistico dell’Emilia, ampliato e divenuto ora vero museo a cielo aperto pronto ad accogliere la primavera in piena lucentezza.
Caratterizzato da una posizione decisamente di prestigio sulla valle del Santerno, Dozza affonda le sue origini nel Basso Medioevo, quando era avamposto strategico tra Bologna e la Romagna. Il borgo si sviluppa ancora oggi lungo una via principale, che segue la cresta della collina conducendo naturalmente verso la sua celebre Rocca Sforzesca. Ciò che rende Dozza realmente unico, tuttavia, è proprio la sua trasformazione in museo a cielo aperto sin dagli arbori del 1900. A partire dalla seconda metà del secolo, infatti, artisti provenienti da tutta Italia e oltre hanno lasciato qui la loro traccia, dipingendo muri, porte, finestre e ampliando la bellezza intrinseca della destinazione permettendo a chi le si avvicina di viaggiare anche con la fantasia.
Ed è proprio così che Dozza cresce e si migliora cullato tra storia e arte, antica e moderna, modellato dall’intervento umano e dalla sensibilità creativa. Le sue architetture raccontano una vita quotidiana che si intreccia con l’espressione artistica. Ogni parete è una tela, ogni strada una galleria. Nel tempo, pur mantenendo la struttura originaria, il borgo ha accolto linguaggi diversi, senza mai perdere la propria identità. Qui la tradizione si rinnova attraverso il colore, e ogni edizione della Biennale del Muro Dipinto aggiunge nuovi livelli di lettura...
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Claudia Cabrini

