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Ferraroni Juvi Cremona protagonista di un progetto dedicato a settore giovanile e minibsket. Le voci dei protagonisti
Il basket che insegna a diventare grandi
Il direttore generale: «Da qui nasce la scelta di investire in nuovi servizi e professionalità»
Crescere un atleta significa prima di tutto accompagnare la crescita di una persona. È da questa idea che parte il progetto della Ferraroni Juvi Cremona dedicato al settore giovanile e al minibasket: un percorso che prova ad allargare lo sguardo oltre il parquet, mettendo intorno a bambini e ragazzi competenze diverse, capaci di seguirli in una fase della vita nella quale cambiano il corpo, le abitudini, le responsabilità e anche il modo di vivere lo sport.
Allenatori e istruttori restano naturalmente il punto di riferimento quotidiano in palestra, ma accanto al lavoro tecnico entrano sempre più temi come la preparazione fisica, la prevenzione, l’alimentazione, il riposo e la consapevolezza del proprio corpo. Un approccio che coinvolge inevitabilmente anche le famiglie e che assume un significato ancora maggiore davanti ai numeri raggiunti dal movimento Juvi, con sei formazioni del settore giovanile e un’attività minibasket sempre più diffusa sul territorio.
Ma cosa significa davvero costruire un ambiente nel quale un ragazzo possa crescere attraverso lo sport, indipendentemente da dove arriverà come giocatore? Lo abbiamo chiesto alle diverse figure che compongono questo progetto, partendo dalla scelta della società di investire non soltanto sulla pallacanestro, ma su tutto ciò che accompagna il percorso dei suoi giovani.
A spiegare la dimensione del cambiamento è il direttore generale Filippo Gussoni. La crescita del movimento Juvi era già costante negli ultimi anni, alimentata anche dai progetti nelle scuole e dal passaggio dei più piccoli dai centri minibasket al settore giovanile. Questa stagione, però, ha segnato un’accelerazione particolare.
«Negli anni scorsi crescevamo mediamente di 60-70 bambini alla volta. Quest’anno...
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Maria Cristina Coppola