Caserta Non solo la Reggia: santuari, anfiteatri e le “collere”
Caserta ha il privilegio raro delle città che non hanno bisogno di essere raccontate attraverso una sola immagine. Certo, la Reggia domina tutto: la prospettiva monumentale, le facciate interminabili, le fontane che sembrano disegnate per stupire il viaggiatore ancora oggi, a quasi tre secoli dalla loro costruzione. Ma basta allontanarsi di pochi chilometri perché il territorio cambi volto e inizi a rivelare una storia molto più vasta e sorprendente.
Qui i Borbone tentarono di costruire la capitale ideale del loro regno. Qui Luigi Vanvitelli progettò uno dei più grandi sistemi architettonici e idraulici d’Europa. Qui nacque l’utopia sociale di san Leucio, con le sue seterie e le sue regole rivoluzionarie per il Settecento. E sempre qui, tra pianure umide e colline interne, sopravvive ancora una civiltà contadina fatta di allevamenti bufalini, piccoli caseifici, antichi vitigni, formaggi di capra e ricette tramandate da generazioni.
La provincia casertana è un luogo in cui la storia non rimane chiusa nei musei. Continua a vivere nei palazzi borbonici, nei ponti dell’Acquedotto Carolino, nelle botteghe della seta, nelle rovine romane di Capua e perfino nei sapori della tavola. Viaggiare da queste parti significa attraversare secoli diversi nel giro di pochi chilometri: dal mondo dei gladiatori all’Illuminismo napoletano, dalle abbazie medievali alle grandi manifatture reali.
Arrivando oggi in città, soprattutto in treno, il primo impatto è quasi teatrale. Appena usciti dalla stazione, la Reggia appare davanti agli occhi come un fondale monumentale. Una massa architettonica smisurata che domina lo spazio e obbliga lo sguardo a fermarsi. Era esattamente ciò che volevano i Borbone nel XVIII secolo: impressionare, stupire, comunicare potenza.
Ma per comprendere davvero Caserta bisogna fare un passo indietro nel tempo. Molto prima dei Borbone, questo territorio era già un crocevia strategico. Le colline circostanti conservano ancora il nucleo medievale di Casertavecchia, l’antica Casahirta, il “villaggio posto in alto”, fondato probabilmente in epoca longobarda...
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Claudia Cabrini

