Al tavolino di un bar di Cremona, gli studenti di oggi e di... ieri
Il ghiaccio nel bicchiere commette l’ennesimo suicidio termico sotto il sole calante di un settembre che rifiuta l’autunno. Sono seduta a un tavolino in Piazza della Pace con una mia collega. Il cameriere ci ha appena servito i nostri drink , quando arriva una pattuglia di liceali al loro primo aperitivo post-campanella: sette ragazzi, sette smartphone disposti a raggiera come reliquie pagane, cuffie over-ear sul collo e un registro linguistico che a me suona come aramaico antico.
«Raga, comunque la prof di mat è troppo cringe, cioè zero aura», declama un sedicenne sfiorando lo schermo con la velocità di un chirurgo. «Ma sì, ha scammato l’orario, oggi lezione no-sense. Inviami il vocal su Telegram così rispondo alla crush».
Lei sgrana gli occhi. Sì, ha l’espressione sconvolta di chi non sa se ridere o piangere. Nonostante sia smart , instagram friendly e pure più giovane di me. Mica una cariatide. Una ganza, insomma. Sempre che sia ancora linguisticamente accettato…
Il primo sorso serve a superare lo shock . «Ti ricordi quando noi al primo giorno di scuola...
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Giorgia Cipelli

