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Corpi vitali, vibranti e sensibili alla luce
Paul Troubetzkoy (1866-1938) Lady Constance Stewart- Richardson 1914 Bronzo, Fine Arts Museums of San Francisco, Theater and Dance Collection [©Photo by Randy Dodson, courtesy of the Fine Arts Museums of San Francisco]
Torna la rubrica "Mostre e oltre". Protagonista "Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque"
Dopo la tappa al Musée d’Orsay di Parigi, è approdata a Milano, alla Galleria d’Arte Moderna, la mostra “Paul Troubetzkoy. Lo Scultore della Belle Époque”, una grande retrospettiva dedicata a questo scultore cosmopolita, figlio di un principe diplomatico russo e di una cantante lirica americana. Nato a Intra, sulle rive del Lago Maggiore, nel 1866, e formatosi in Italia, parigino d’adozione e celebre negli Stati Uniti, egli ha saputo imporsi tra i ritrattisti più raffinati della Belle Époque. Attraverso una selezione di ottanta opere tra sculture e dipinti, provenienti dalle più importanti collezioni italiane, europee, britanniche e americane, articolate in cinque sezioni tematiche e cronologiche, l’esposizione ricostruisce il percorso umano e artistico di Troubetzkoy: dai primi successi a Milano, dove si formò frequentando gli ambienti scapigliati, alla consacrazione internazionale grazie alla vittoria di importanti concorsi, come quello per la monumentale statua equestre dello Zar Alessandro III a San Pietroburgo, al trasferimento a Parigi, fino alla partecipazione alle grandi esposizioni americane...
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Raffaella Colace