Approfondimenti, articoli e riflessioni con i detenuti del carcere di Cremona
«E’ lo spazio sicuro. Lo spazio che c’è, in cui potersi rilassare e dove, a tre anni dall’inaugurazione, è possibile sperimentare un’identità che non sia solo quella di detenuto». Francesca Salucci, della Cooperativa di Bessimo, è la responsabile del Centro Diurno “Quasi amici”. Sorto nel novembre del 2022 tra le mura della Casa Circondariale di Cà del Ferro e gestito in collaborazione con le coop. Nazareth, Cosper e Gamma, è al suo interno che nasce l’idea di “Cella Faremo”, il giornalino che “Mondo Padano” mensilmente ospita nella rubrica “Spazio Libero”. «Purtroppo attualmente abbiamo a disposizione meno ore rispetto all’inizio – continua Salucci -, ma riusciamo comunque a garantire l’apertura pomeridiana dal lunedì al venerdì per circa due ore: per i detenuti è importante sapere che c’è uno spazio che apre per loro».

Al di là di “Cella faremo”, quali sono le attività offerte dal Centro Diurno?
«Intanto, lo sport: un po’ di riscaldamento e poi la pallavolo, come gioco di squadra, e il badminton, una specie di volano dall’indubbia valenza educativa perché consente a chi lo pratica di dosare la propria forza e anche di sperimentare la giusta distanza. Sono, inoltre, previste lezioni di arteterapia (il murales del Centro è di recente realizzazione, e lo abbiamo vissuto tutti come un regalo), c’è il “gruppo di parola” (con libri e giochi in scatola) e poi il teatro, gruppo che gestisco io personalmente. Quest’anno abbiamo lavorato sui testi di “Aspettando Godot” di Beckett e di “Novecento” di Baricco. Dopo il debutto, lo ripresentiamo oggi, 30 gennaio, nel teatro del carcere. Sempre su questi testi, è in corso una collaborazione con alcuni studenti dell’Istituto “Torriani”, per una riflessione condivisa. Abbiamo, infine, un gruppo con valenza sanitaria, che prevede gli interventi di un’infermiera e un’Oss»...

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Carla Parmigiani

