Basterebbe utilizzarlo
Egregio Direttore,
da una decina di anni sul mio profilo di facebook documento con filmati e commenti vocali, le piene del Po e soprattutto i periodi di siccità. L’attuale crisi idrica di questi giorni che colpisce il bacino del Po non è più un’emergenza stagionale, ma un fenomeno strutturale. Le portate del fiume si riducono sempre più rapidamente, mentre gli eventi di piena diventano brevi, intensi e difficili da gestire. In questo contesto, la Lombardia dispone di una risorsa strategica troppo spesso ignorata, e sottovalutata, abbiamo oltre 40.000 km di canali irrigui, una delle reti idrauliche più estese e capillari d’Europa.

Questa infrastruttura, storicamente dedicata alla distribuzione dell’acqua agricola, può diventare oggi una grande cassa di compensazione diffusa, capace di immagazzinare milioni di metri cubi d’acqua durante le piene del Po e dei suoi affluenti, per poi rilasciare gradualmente nei periodi di siccità. Pertanto, disponendo di un invaso lineare già esistente, tra cui molti canali lombardi dai derivatori principali alle rogge consortili che sono direttamente o indirettamente collegati al Po, con interventi minimi e mirati, come l’installazione di nuove paratoie automatizzate, il telecontrollo dei livelli, l’impermeabilizzazioni selettive, e la gestione coordinata dei consorzi irrigui, questa rete può funzionare come un sistema di stoccaggio temporaneo dell’acqua, senza necessità di nuove dighe o opere invasive. Un potenziale enorme...
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Elia Sciacca

