“Un filo pazzesco”, la sartoria della cooperativa Gamma che offre una possibilità di riscatto (e di lavoro) a soggetti fragili
Sole veste un abito azzurro che sa di freschezza in una mattina di giugno rovente. «È bellissimo quando riesci a unire una fila così», dice. Sul tavolo da lavoro della sartoria sociale di via Redegatti, uno dietro l’altro, ci sono piccoli quadrati di stoffa dai colori vivi, scarti di abiti usati che qualcuno guarda come una promessa. Sole ha 22 anni e la prima promessa mantenuta è lei, titubante e incerta tempo fa, oggi capace di «risistemarsi una gonna da sola». Non c’è nessun miracolo in questa storia, sono solo cose piccole, umane, molto nascoste eppure luminose. La cooperativa Gamma è nata per questo: mettere luce dove l’ombra campeggia, usare tutto, la fantasia in primis, per tirare su dal fondo anche le più piccole pepite. Chi ci crede, riesce a farlo.
Vanessa Corazza è la responsabile di un laboratorio dove il “non essere” torna a “essere”. Si chiama Un filo pazzesco, è una sartoria che lavora in sinergia con i negozi Vesti e Rivesti, sempre gestiti dalla cooperativa Gamma, e che ricevono abiti e stoffe dismesse da famiglie o singoli cittadini. Quel che è vendibile, il negozio lo tiene. Lo “scarto dello scarto”, invece, finisce in sartoria, viene lavorato e poi re-immesso nel circuito Vesti e Rivesti...
Vanessa Corazza è la responsabile di un laboratorio dove il “non essere” torna a “essere”. Si chiama Un filo pazzesco, è una sartoria che lavora in sinergia con i negozi Vesti e Rivesti, sempre gestiti dalla cooperativa Gamma, e che ricevono abiti e stoffe dismesse da famiglie o singoli cittadini. Quel che è vendibile, il negozio lo tiene. Lo “scarto dello scarto”, invece, finisce in sartoria, viene lavorato e poi re-immesso nel circuito Vesti e Rivesti...
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Cristiano Guarneri

