Focus

«Un tempo era il fiore all’occhiello, oggi Cremona è la realtà più difficile»

Carcere. Antonio Loffredo (Sappe): «Sono continue le aggressioni verso il personale»

Sovraffollamento, carenza di personale, continui episodi di violenza e un numero sempre maggiore di detenuti problematici provenienti da altri istituti lombardi. Questo il quadro, estremamente critico, che rappresenta oggi la situazione nel carcere di Cremona. A delinearlo è Antonio Loffredo, segretario provinciale del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), che denuncia uno stato di cose ormai al limite della sostenibilità.
«Il problema principale è certamente il sovraffollamento, ma soprattutto l’arrivo continuo di detenuti provenienti dall’hinterland milanese, in particolare da San Vittore, con gravi problemi psichiatrici e quindi molto difficili da gestire”, spiega Loffredo. “Si tratta di persone con pene lunghe, spesso già destinatarie di sanzioni disciplinari. Chi si rende protagonista di eventi critici viene mandato qui. È una situazione ormai insostenibile».
A pesare è soprattutto la grave carenza di organico. «Mancano 62 unità di personale. Servirebbero 30 sottufficiali, tra cui sette ispettori e 27 sovrintendenti, mentre oggi abbiamo appena 12 sottufficiali effettivi. Complessivamente il personale effettivo è di 161 unità. E ci sono 19 agenti distaccati a vario titolo. Anche gli ultimi corsi hanno portato pochissimi rinforzi, che non coprono nemmeno i pensionamenti».
Secondo il segretario del Sappe, il carcere di Cremona, insieme a quello di Pavia, è diventato il punto di destinazione dei detenuti più difficili della regione. «Cremona e Pavia sono la discarica della Lombardia. I detenuti problematici di Bergamo e Brescia vengono dirottati qui. Mantova non dispone del reparto infermeria e manda a Cremona i casi più complessi. Da San Vittore, poi, ogni sabato arrivano i detenuti più disagiati».
Una situazione già segnalata ai vertici dell’amministrazione penitenziaria. «Abbiamo avuto un confronto con il Provveditore regionale, ma non abbiamo ottenuto soluzioni. È venuto anche il capo del personale, Parisi, che ci ha fatto delle promesse, rimaste però senza alcun riscontro concreto».
Nonostante tutto, Loffredo sottolinea l’impegno quotidiano della Polizia penitenziaria. «Il nostro personale è molto preparato nella gestione dei detenuti. Fare ore di straordinario è ormai la normalità e spesso si lavora anche oltre l’orario di straordinario. Succede frequentemente di fare turni dalle 8 alle 20, a volte saltando perfino i pasti. Ogni giorno bisogna affrontare eventi critici».
I danni provocati dai detenuti sono continui. «Qualche mese fa erano stati regalati dei ventilatori ai detenuti, ma il giorno dopo erano già stati distrutti. Non esiste il senso del bene comune. Hanno sfondato perfino una postazione con vetri blindati utilizzata dagli agenti per la gestione della sezione. Bruciano oggetti ogni giorno, rompono i sanitari, devastano televisori, congelatori e telecamere. Ne combinano di ogni, spesso per motivi futili».
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Laura Bosio
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