Patti di collaborazione. Cura dello spazio verde in via Cesare Speciano
Anche il Comitato Provinciale Arci Cremona APS, presente sul nostro territorio da circa trent’anni e da sempre sensibile ai bisogni della realtà locale, ha firmato i patti di collaborazione voluti dal Comune per la manutenzione di alcuni luoghi della città con il coinvolgimento di cittadini, associazioni e gruppi di volontariato. In questo caso, l’accordo è stato sottoscritto con l’obiettivo di tenere pulito lo spazio verde presente nell’area di via Cesare Speciano. Ne abbiamo parlato con la Presidente Martina Regis, in carica dall’inizio di quest’estate.
Perché avete deciso di firmare il patto?
«Collaboriamo attivamente con il Comune, in particolare con l’Ufficio Reti di Quartiere e Comunità. Lavoriamo su diversi progetti, dalla street art ad attività negli spazi pubblici della città e così, quando abbiamo saputo di quest’opportunità offerta dal Comune, ci siamo detti che era giusto provare a rendere comunitaria questa presa di responsabilità da parte della nostra associazione nei confronti di uno spazio cittadino, seppur piccolo. Proprio avendo a che fare con l’Ufficio Reti di Comunità, ho scoperto la realtà dei patti di collaborazione e mi è subito piaciuta perché ritengo sia bello che ci si possa prendere cura tutti degli spazi pubblici. Per ora è solo una minima parte di quello che potrebbe essere un utilizzo di questo strumento, per cui auspico che possa aumentare il tipo di azioni che si possono fare insieme, non delegando solo alla buona volontà dei singoli».
In cosa consiste il patto?
«Si tratta di un luogo verde che vediamo ogni giorno passandoci davanti e abbiamo notato che veniva sfalciato con un taglio superficiale dell’erba, ma non restava quello che la gente vi buttava dentro. Considerato che lo spazio non è calpestabile, abbiamo pensato di prenderlo in gestione provando a capire come valorizzarne il verde, sperando di disincentivare la cattiva abitudine di buttarvi immondizia. Vogliamo dargli una visibilità diversa in modo che non sia più considerato uno spazio marginale della nostra città».
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Paolo Fornasari Granelli


